Operaio morto per aver respirato amianto nel Napoletano: oltre 1 milione di euro di risarcimento alla famiglia

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È la decisione del Tribunale di Nola per la famiglia di un operaio di Volla, deceduto a causa di un mesotelioma provocato da una lunga esposizione all’amianto sul luogo di lavoro.

Un risarcimento da oltre un milione di euro alla famiglia di un operaio di Volla, nella provincia di Napoli, morto a causa della prolungata esposizione all'amianto sul luogo di lavoro: S.M., di professione elettricista presso lo stabilimento Sacelit di Volla tra il 1974 e il 1992, è infatti deceduto a causa di un mesotelioma pleurico dovuto proprio all'esposizione all'amianto. E così, il Tribunale di Nola ha condannato la Nuova Sacelit srl e Italcementi Spa a risarcire la famiglia dell'elettricista con oltre un milione di euro, riconoscendo la responsabilità delle due aziende per non aver garantito le condizioni di sicurezza sul luogo di lavoro.

A comunicare la notizia del risarcimento è stato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto (Ona), che ha assistito anche legalmente la famiglia dell'operaio deceduto. "Questa sentenza rappresenta un atto di giustizia che arriva dopo anni di dolore e di attesa. È il riconoscimento, non solo della responsabilità di chi ha esposto i lavoratori a un pericoloso cancerogeno come l'amianto, ma anche della sofferenza profonda di un'intera famiglia costretta a convivere con la perdita e con l'ingiustizia. Ogni decisione come questa restituisce dignità alle vittime e rafforza la speranza che nessuno debba più morire per il proprio lavoro" ha dichiarato Bonanni in una nota.

"Dietro ogni sentenza – ha concluso Bonanni – ci sono volti, famiglie, vite spezzate, ma anche la speranza che simili tragedie non si ripetano più. Continueremo a batterci in tutta Italia per la tutela delle vittime e dei loro diritti".

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