Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro uccisi a Ercolano
8 Novembre 2021
16:09

Omicidio Ercolano, gli amici del Tennis di Tullio sconvolti: “Poteva succedere a chiunque di noi”

Al circolo di tennis, frequentato da Tullio Pagliaro, il 27enne ucciso insieme a Giuseppe Fusella a Ercolano, gli amici e il suo maestro sono sconvolti. «Sono situazioni che noi viviamo tutti i giorni – racconta un amico – Quello che è successo a lui poteva succedere a chiunque di noi, quindi non riusciamo a spiegarlo e non riusciremo mai a spiegarlo secondo me».
A cura di Federica Grieco
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Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro uccisi a Ercolano

Il duplice omicidio a Ercolano, comune vesuviano della provincia di Napoli, in cui sono stati uccisi Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, rispettivamente di 26 e 27 anni, ha sconvolto l'intera comunità locale. Al circolo di tennis frequentato da Tullio, gli amici e l'istruttore ricordano un ragazzo generoso e si dicono sconvolti dalla tragica scomparsa dei due ragazzi.

«Tullio – ricorda a Fanpage.it Emiliano Mellone, maestro di Tennis del ragazzo ucciso a Ercolano – l'ho visto l'ultima volta nella sua attività insieme ai suoi genitori circa 3 mesi fa. Mi aveva dato una mano ad allestire il circolo con le piante e i fiori che vendevano in famiglia e naturalmente, anche in quell'occasione, ha dimostrato con tutta la sua maniera, la sua generosità non facendomi mai pagare niente».

Mellone ricorda con commozione la prima volta che ha incontrato Tullio: «È entrato in questo circolo in braccio alla mamma, portato dal cuginetto piccolo quanto lui, poteva avere 6-7 anni, quindi lo conosco, lo conoscevo purtroppo, da ben 20 anni».

Un amico di Tullio spiega come il circolo sia diventato nel corso degli anni un luogo di ritrovo, un posto in cui sfogarsi quando la vita ti mette di fronte a qualche problema. La vicenda di Giuseppe e Tullio ha segnato le vite di tutti coloro che li conoscevano a tal punto che il ragazzo racconta di temere adesso gesti che prima facevano parte del quotidiano: «Se vado a giocare a pallone con un amico e magari, non so, mi devo fermare in macchina, ci penso due volte».

Per questo, l'amico del 27enne ricorda che al posto di Tullio poteva esserci chiunque. «Sono situazioni che noi viviamo tutti i giorni – racconta il ragazzo – nel senso partite di pallone, stare con amici in macchina: chi di noi non l'ha fatto? Quello che è successo a lui poteva succedere a chiunque di noi, quindi non riusciamo a spiegarlo e non riusciremo mai a spiegarlo secondo me».

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