6 Settembre 2022
17:00

Omicidio a Bagnoli, l’ipotesi: Fogler ammazzato in casa dopo un litigio

Davide Fogler, il 56enne ucciso a Bagnoli, potrebbe essere stato ammazzato dopo una lite: nei suoi confronti diversi esposti per comportamenti sgradevoli.
A cura di Nico Falco
Il luogo dell’omicidio e la vittima, Davide Fogler
Il luogo dell’omicidio e la vittima, Davide Fogler

La porta aperta, il corpo riverso a terra che si intravedeva dalla strada. Una ferita alla testa, inizialmente scambiata per una lesione da incidente domestico e successivamente rivelatasi il foro di un proiettile. Nessun bossolo a terra, nessun segno di colluttazione. Storia strana, quella dell'omicidio di Davide Fogler, il 56enne ucciso a Bagnoli, Napoli Ovest, nel suo appartamentino di via Ilioneo. Cadavere rinvenuto quasi per caso, solo diverse ore dopo, tanto che pure sull'ora della morte resta incertezza: potrebbe risalire alla mattinata del 31 luglio, ma anche alla sera precedente, alla notte. La scena del crimine parla di una esecuzione: un colpo solo, alla testa. Ma Fogler non aveva nessun rapporto con la criminalità. Era un "invisibile", di quelli che vivono ai margini della società, intrappolati in una gabbia di povertà che spesso si mischia con sofferenze psichiche e che genera a comportamenti sgradevoli. E forse proprio questo lo ha portato alla morte.

L'ipotesi del "battesimo di fuoco" per un killer di camorra

Storia strana, dicevamo, perché in questa vicenda manca (almeno per ora) il movente. Tanto che, in questo stato delle indagini, qualsiasi ipotesi può sembrare plausibile o almeno finire tra quelle battute dagli inquirenti. Anche quelle più suggestive (e sicuramente più inquietanti), come l'omicidio per provare una pistola e il "battesimo di fuoco" di un giovane killer, nuova leva di qualche gruppo di camorra portato ad ammazzare un emarginato a caso, come in una reinterpretazione di quella scena di Gomorra in cui Ciro Di Marzio porta Gennaro Savastano ad uccidere un tossicodipendente. Tra i particolari che più colpiscono di questa vicenda, resta il velo di omertà registrato dagli inquirenti: nonostante Fogler sia stato ammazzato in una zona densamente abitata, in cui un agguato di camorra di giorno o anche solo una pallottola di notte non sarebbero passati inosservati, dal territorio non è arrivato nessun elemento alle forze dell'ordine; né indicazioni, nemmeno chiamate anonime: nessuno sembra aver visto o sentito nulla.

Ucciso da un killer solitario, una esecuzione

Ma, per il momento, non c'è nessun elemento chiaro che porta ai clan. O, meglio: l'omicidio potrebbe essere maturato sì in contesti camorristici ma, insomma, potrebbe non essere direttamente legato a dinamiche di malavita organizzata. Analisi che si basa sulla scena del crimine, ma soprattutto sul contesto. Innanzitutto, i rilievi effettuati nel piccolo appartamento-tugurio di via Ilioneo non hanno evidenziato altri fori nelle pareti, inevitabili se il killer avesse esploso più colpi; segno che probabilmente il proiettile è stato uno solo, diretto alla testa.

E non sono stati trovati bossoli. Nemmeno quello del colpo mortale. Il sicario potrebbe averli portati via, forse addirittura scavando nel caos di quella casa-tugurio alla ricerca dei proiettili andati a vuoto, particolare decisamente insolito per un omicidio e ancor più per un agguato di camorra, ma il particolare suggerisce che, più semplicemente, sia stato esploso un colpo solo e che sia stato utilizzato un revolver, che a differenza delle semiautomatiche trattiene il bossolo nel caricatore.

La pista della punizione per i "comportamenti sgradevoli"

Ma c'è altro che sta venendo fuori dalle indagini e che riguarda gli ultimi anni di Fogler, quelli vissuti alla stregua di un senzatetto, come un emarginato. Nelle scorse ore, quando la notizia dell'omicidio si è diffusa, sono stati in molti tra i residenti a ricordare la vittima, descrivendola come una persona educata che, tutto sommato, non aveva fatto mai del male a nessuno. In questi casi, però, c'è molto di più nel non detto. Come anticipato da Fanpage.it, infatti, nei confronti del 56enne erano stati presentati diversi esposti alle forze dell'ordine da parte di cittadini che si lamentavano di suoi comportamenti sgradevoli, dovuti con tutta probabilità a sofferenze psichiche e all'abuso di alcol. Urla in strada, magari qualche battibecco con qualcuno che aveva cercato di redarguirlo.

La realtà che emerge, insomma, è che l'uomo fosse visto come "fastidioso", almeno da un buon numero di residenti della zona, che mal sopportavano quel comportamento ai margini della società. E da questa ricostruzione parte l'altra ipotesi sulla scrivania degli inquirenti, non meno inquietante della pista di camorra: Fogler potrebbe essere stato ammazzato come punizione, per aver infastidito coi suoi atteggiamenti qualcuno legato alla criminalità locale.

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