Sarà Gino Zavanella, l'architetto torinese che ha realizzato lo Juventus Stadium a realizzare il nuovo stadio di Avellino che andrà a sostituire lo storico, ma ormai fatiscente Partenio-Lombardi. Oggi la presentazione del progetto dell'impianto, definito «innovativo, inclusivo e multifunzionale». Si tratta di un catino da 21.500 spettatori (posti tutti al coperto), che secondo il progetto «vivrà 7 giorni su 7, con all’interno palestre, negozi, uffici, attività di quartiere e tanto altro ancora». I lavori, che cominceranno a breve, si concluderanno nel 2024. Costerà 60 milioni di euro. Le fondamenta del vecchio stadio verranno conservate e verrà creato un museo all'interno della struttura.

Spiega  Zavanella: «È uno stadio categoria UEFA 4 che sarà in grado di ospitare anche partite internazionali. Abbiamo utilizzato un dislivello di undici metri tra la quota sud e nord per integrarlo nella città, in un ambiente fortemente naturalistico, per preservare la vista su Montevergine. Non ci saranno barriere architettoniche per raggiungere e abbandonare lo stadio in massima sicurezza. In meno di otto minuti. Preserveremo il monumento in ricordo dei caduti dell'Heysel».

Il presidente dell'Avellino, Angelo Antonio D'Agostino: «Lo stadio Partenio è stato costruito 50 anni fa. Aveva una capienza di circa 30mila persone, ora è ridotta a poco più di 5mila ed ha bisogno di mettersi al passo coi tempi. Non stiamo costruendo un palazzo, ma la casa di tutti i tifosi biancoverdi. Speriamo di avere le autorizzazioni in tempo rapido per rispettare la scadenza del 2024 per la consegna alla città e alla provincia. L'investimento sarà di 50 milioni di euro più iva, arrivando, dunque, a toccare i 60 milioni. Accederemo al Credito Sportivo garantendo un investimento del 30 per cento. Il nome? Nuovo Partenio-Lombardi. Per ora è cosi. Demoliremo e costruiremo totalmente, dovremo trovare una sede alternativa per giocare durante i lavori». Infine, il sindaco, Gianluca Festa: «Il nuovo stadio non sarà solo calcio, ma rappresenterà una svolta sociale, economica, turistica ed imprenditoriale. E sono convinto che tra quattro anni l'Avellino sarà in Serie A».