“Non posso concedermi niente”: 870 euro di pensione e 620 di affitto, la lettera di una vedova napoletana
Stai affrontando le conseguenze del caro vita, tra bollette alle stelle, casa introvabile e uno stipendio che non basta mai? Raccontaci la tua storia, le difficoltà quotidiane o le rinunce a cui sei costretto di fronte all'aumento dei prezzi. Scrivi a segnalazioni@fanpage.it per inviare la tua testimonianza o compila questo form.
Anna Maria vive a Melito di Napoli, ha 63 anni ed è vedova. Ogni mese incassa 870 euro di pensione di reversibilità, e tra affitto e condominio ne escono 620: restano circa 250 euro per bollette, spesa e tutto il resto. Nei centri ai quali si è rivolta le hanno spiegato che per lo Stato il suo reddito basta per andare avanti, ed è ancora troppo giovane per avere altri aiuti. In pratica una trappola che non le consente di accedere a nessun sostegno e che, anche psicologicamente, è un peso improbo per una persona che ha già i suoi problemi e le sue preoccupazioni e non è certo una ventenne. Ecco la sua testimonianza.
Sono vedova e percepisco la pensione di reversibilità di 870 euro al mese. Vivo con mia figlia che è disoccupata e pago un affitto di 520 euro più 100 euro di condominio. Tra affitto e bollette non mi resta niente per vivere serenamente.
Mia figlia mi aiuta con lavoretti saltuari e io faccio le pulizie, altrimenti non potremmo neanche mangiare. Ho 63 anni e non so per quanto tempo riuscirò ad andare avanti così.
Sono andata in vari Caf (sono i Centri di assistenza fiscale ndr.) per vedere se riuscivo ad avere qualche aiuto, ma inutilmente, perché per lo Stato guadagno abbastanza per sopravvivere e sono ancora «giovane». Ma è giusto vivere così? Non posso concedermi niente, neanche visite mediche e analisi, perché non ce la farei ad affrontare altre spese e rimando sempre.