“Non abbiamo bisogno dell’insegnante di sostegno”, il consigliere di Afragola parla così davanti all’associazione disabili

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Biagio Castaldo durante il suo intervento, contestato dall'associazione disabili
La frase arriva dopo un richiamo del sindaco all’ordine. L’associazione “La Battaglia di Andrea” chiede scuse pubbliche, idem il deputato Avs Francesco Borrelli.

Afragola, interno giorno. Siamo nell'aula comunale e il sindaco Gennaro Giustino ha appena richiamato l'aula all'ordine e al rispetto del regolamento. Il consigliere comunale Biagio Castaldo, eletto con una lista civica e ora fra i banchi dell'opposizione di centrodestra, chiude il proprio intervento con una frase che in quel momento vuole solo rivendicare autonomia: «Non abbiamo bisogno dell'insegnante di sostegno». Poche parole, pronunciate dai banchi del Consiglio comunale del popoloso centro a Nord di Napoli, che nel giro di poche ore diventano un caso.

A sollevarlo è "La Battaglia di Andrea, per la tutela dei diritti dei disabili", con un post pubblicato sui social. L'associazione ricostruisce il momento e spiega perché quel passaggio ha colpito le famiglie che seguono ogni giorno un figlio con disabilità: la figura dell'insegnante di sostegno usata come metro di paragone, come sinonimo di qualcuno che non ce la fa da solo. «Una frase che ci ha fatto male – scrive l'associazione – perché utilizzata come termine di paragone per dire, in sostanza, di essere autonomi e di non avere bisogno di qualcuno che li affiancasse». Il punto non è la rivendicazione politica in sé ma l'accostamento. «In generale, una persona disabile può avere difficoltà e avere bisogno di supporti specifici, ma questo non significa essere inferiore – si legge ancora nel messaggio -. E non significa, aggiungono, che un consigliere comunale possa usare quell'accostamento e quei termini, giudicati offensivi, durante una seduta dell'assise cittadina».

Il presidente del Consiglio comunale di Afragola, Antonio Caiazzo, che secondo la ricostruzione è intervenuto immediatamente condannando l'espressione: un passaggio che "La battaglia di Andrea" dice di apprezzare. La richiesta è esplicita e riguarda direttamente la famiglia che firma il post. Andrea è un bambino disabile, titolare della legge 104 e seguito a scuola da un insegnante di sostegno. «Come genitori di Andrea – scrivono – chiediamo innanzitutto le sue scuse, a noi e a tutte le famiglie che ogni giorno vivono la disabilità».

Alla presa di posizione si è associato il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, che si è detto pienamente d'accordo con l'associazione e ha stigmatizzato le parole usate in aula dal consigliere comunale. «Il caso tocca una questione che ad Afragola, come nel resto della Campania, riguarda migliaia di famiglie: il sostegno scolastico non è un'etichetta, è un diritto riconosciuto dalla legge 104 e una presenza quotidiana nelle classi, dalla materna alle superiori. È il motivo per cui una frase pronunciata in un'aula consiliare, e non al bar, viene percepita come un problema pubblico». «Le parole pronunciate nelle istituzioni hanno un peso – chiude il testo – soprattutto quando riguardano, anche indirettamente, persone disabili».

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