Un'opera d'arte per tenere vivo il ricordo e non smettere di lottare per conoscere la verità. Sarà inaugurato questa mattina, alle 12.30, il murales dedicato a Mario Paciolla, il cooperante napoletano dell'Onu trovato morto in Colombia, a 33 anni, il 15 luglio del 2020. L'opera – il mezzo busto di Mario, che indossa una maglietta di Corto Maltese, il mare della "sua" Napoli sullo sfondo e la scritta Diritti Umani – realizzata da Luca Carnevale, sorge nei giardinetti di via dell'Erba, all'Arenella, il quartiere collinare di Napoli nel quale Mario viveva con la sua famiglia. Un omaggio a Mario, grande appassionato di basket: l'opera sorge infatti nel campetto dedicato a Kobe Bryant, stella della Nba e dei Los Angeles Lakers, anche lui scomparso prematuramente il 26 gennaio del 2020.

Il murales è stato voluto dal gruppo "Giustizia per Mario Paciolla", nato subito dopo la morte del 33enne per chiedere che si faccia piena luce sulla vicenda, ancora troppo oscura. "A nove mesi dalla sua scomparsa e per non spegnere i riflettori sul caso che lo ha tragicamente coinvolto, per l’occasione interverranno amici, parenti ed istituzioni" si legge nella pagina dell'evento di inaugurazione del murales, che si svolgerà all'aperto, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

Il corpo di Mario Paciolla fu trovato nella sua casa di San Vicente del Caguan, in Colombia, il 15 luglio scorso. Le autorità sudamericane, da subito, hanno bollato la morte di Mario come suicidio, confermato anche dall'autopsia eseguita in Colombia. La famiglia non ha mai creduto al gesto volontario e chiede giustizia per la morte del 33enne, tanto che in Italia la Procura di Roma ha aperto una inchiesta per omicidio, ancora a carico di ignoti. Secondo Claudia Julieta Duque, giornalista investigativa colombiana molto amica di Mario, Paciolla stava indagando su un bombardamento in cui erano morti numerosi bambini.