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Napoli, sequestrate 20 tonnellate di cibo in arrivo dalla Cina: carenze igieniche e nessuna etichetta

Etichette scritte in lingua cinese o incomplete, prodotti di carne venduti come snack di grano. “Serviranno giorni per definire le principali infrazioni amministrative o penali”, dicono dalla Asl 1 di Napoli dove non si esclude di far scattare l’allarme per la sicurezza alimentare nell’Unione Europea.
A cura di Beatrice Tominic
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Sono 20 le tonnellate di alimenti importati dalla Cina sequestrate nella giornata di ieri, 11 novembre 2023, dall'Area Veterinaria del Dipartimento di Prevenzione della Asl 1 di Napoli Centro.

Etichette scritte in lingua cinese o incomplete, nessuna documentazione sulla provenienza e sulla produzione degli alimenti: alcuni snack, presentati come prodotti a base di grano o simili, in realtà contenevano carne anche se l'importazione dalla Cina è vietata nel nostro Paese.

"Serviranno giorni per definire le principali infrazioni amministrative o penali: è probabilmente una delle più imponenti operazioni che la nostra ASL abbia mai realizzato a garanzia della sicurezza alimentar – ha commentato Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro – Non escludiamo l’attivazione del Rapid Alert System Safety For Food and Feed".

Le 20 tonnellate di cibo posto sotto sequestro

La maggior parte degli alimenti sequestrati è composta da prodotti confezionati (essiccati, trasformati, congelati) come carni e prodotti a base di carne, prodotti della pesca e dell’acquacoltura e prodotti a base di latte. A questi si aggiungono persino matrici alimentari non identificate.

Come anticipato, fra le irregolarità riscontrate più spesso l'assenza di informazioni comprensibili, perché esclusivamente in lingua cinese; etichette aggiunte alle confezioni con informazioni in lingua italiana, ma incomplete e discordati da quelle originali in lingua cinese, soprattutto per quanto riguarda gli allergeni. Molti prodotti sono risultati anche privi di etichetta e di documentazione; senza alcun dato che possa attestarne la rintracciabilità; con carene igieniche e in cattivo stato di conservazione.

La carne importata dalla Cina

Le etichette discordanti fra la versione in lingua cinese e in lingua italiana fanno pensare ad una nuova attività per importare in Italia carne che arriva dalla Cina. "Questa operazione ci conferma i sospetti: crediamo che esista una diffusa pratica di mascherare gli alimenti di origine animale con l’applicazione di nuove etichette in lingua italiana, ma con false traduzioni delle informazioni originali in lingua cinese". Per smascherare questo mercato illegale sono necessarie settimane di preparazione, accertamenti in laboratorio, catalogazioni e verifiche sugli alimenti sotto sequestro preventivo, oltre ad indagini più accurate.

In questo ambito non si esclude di inviare un Rapid Alert System Safety For Food and Feed, una notifica per allertare dei rischi tutti i Paesi membri dell’Unione Europea.

Il sequestro degli alimenti

I ritrovamenti sono stati effettuati nelle aree fra Gianturco e corso Novara. Le tonnellate di cibo poste sotto sequestro sono state 20, ognuna con irregolarità di diverso genere: "Per ogni tipologia di prodotto sono state riscontrate una o più irregolarità rispetto agli obblighi informativi verso i consumatori, di rintracciabilità e di igiene", continua Oliva.

Nell'operazione sono stati coinvolti 23 dirigenti veterinari, 6 tecnici della prevenzione e 4 tecnologi alimentari a lavoro che hanno ispezionato 5 rivendite e altrettanti depositi annessi.

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