Napoli, la Finanza acquisisce atti su Marco Nonno (FdI): ipotesi di falso per il rientro in Regione

La Procura di Napoli acquisisce gli atti relativi alla richiesta di reintegro in Consiglio regionale di Marco Nonno. I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno effettuato un accesso negli uffici del Tribunale per raccogliere la documentazione depositata dall'esponente di Fratelli d’Italia. Al centro dell'attività investigativa c’è l'ipotesi, grave, di falso, su cui gli inquirenti stanno svolgendo verifiche.
L’obiettivo è accertare eventuali irregolarità nelle carte presentate dall'esponente di Fratelli d'Italia, primo dei non eletti alle ultime Regionali, per ottenere il rientro nell'assemblea regionale, al posto di Edmondo Cirielli (che ha optato per Roma) e dopo la decadenza legata a una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, già scontata.
La vicenda è quella delle manifestazioni a Contrada Pisani, Pianura, in piena emergenza rifiuti. In primo grado Nonno venne condannato per devastazione e resistenza, in Appello fu stato assolto dall’accusa più grave. Resta la condanna a 2 anni per resistenza a pubblico ufficiale. Ma dopo l’assoluzione in appello per devastazione, la Procura generale ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha quindi disposto il rinvio degli atti a Napoli per un nuovo esame.
Nonno – che è anche coordinatore cittadino di Fdi – haha sempre sostenuto la correttezza della propria condotta politica e ora, in seguito alle dimissioni di Cirielli, pensava che subentrare in Consiglio fosse quasi un automatismo.
Ma così non è. Il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi aveva richiesto alla Corte d’Appello un aggiornamento sulla situazione giudiziaria. La documentazione è stata esaminata dalla Giunta per le elezioni, che su proposta del consigliere Fdi Raffaele Pisacane ha rinviato la decisione sulla surroga per ulteriori approfondimenti. La Giunta tornerà a riunirsi prima del Consiglio fissato per l'8 aprile. Ma ieri l'intervento della Guardia di Finanza ha segnato un nuovo sviluppo: acquisite anche le autocertificazioni presentate al momento della candidatura, ora al vaglio nell'ambito dell'indagine per presunto falso.