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Un giovane di 16 anni, incensurato, è stato arrestato nella notte dai carabinieri per tentato omicidio: è accusato di avere ferito a coltellate un ragazzo di pochi anni più grande, figlio di un affiliato al clan D'Amico di San Giovanni a Teduccio, durante una lite i cui motivi non sono ancora noti. Il ragazzo ha fermato una pattuglia dei carabinieri mentre la vittima era in ospedale e ha confessato il ferimento.

L'allarme è partito nella notte, quando Francesco Salomone, 21 anni, è arrivato al Pronto Soccorso dell'Ospedale del Mare con delle ferite da arma da taglio alla pancia: la lama è entrata al di sotto delle costole e ha danneggiato il fegato. Il giovane è stato operato d'urgenza, le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita. Il 21enne è il figlio di Giovanni Salomone, ritenuto affiliato al clan D'Amico, attualmente detenuto perché coinvolto nell'omicidio "dello zainetto": l'agguato in cui perse la vita Luigi Mignano, cognato del boss Ciro Rinaldi, ucciso il 9 aprile 2019 davanti la scuola Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio, mentre accompagnava il nipotino.

Nelle stesse ore, intorno all'1:30, tre ragazzi hanno fermato una pattuglia dei carabinieri in transito ad Ercolano, in provincia di Napoli. Uno di loro, 16 anni, ha confessato ai militari di avere poco prima litigato con Salomone e di averlo ferito sferrandogli dei fendenti alla pancia. I militari hanno verificato che ci fosse traccia di quel ferimento e, individuato il 21enne e ricostruita la dinamica, per il 16enne sono scattate le manette con l'accusa di tentato omicidio. Indagini sono in corso per svelare il movente e per chiarire il luogo del ferimento, che dovrebbe esser tra Ponticelli e San Giovanni a Teduccio.