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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Napoli, Liceo Genovesi occupato per la Palestina: chiesti 5mila euro agli studenti per i danni

Dopo l’occupazione per la Palestina del Liceo Genovesi di Napoli, l’istituto chiede danni di 5mila euro agli studenti. Proteste del collettivo studentesco e del sindacato Usb Scuola Campania.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Occuparono il Liceo classico "Antonio Genovesi" per manifestare in segno di solidarietà alla Palestina, adesso la scuola chiede alle famiglie degli studenti 5mila euro per i danni arrecati all'istituto. Una richiesta che però sta suscitando polemiche. "Chi vuole punire la solidarietà studentesca con la Palestina? Solidarietà allə studentə del Genovesi!", tuona l'USB Scuola Campania. Si tratta di uno storico istituto superiore napoletano, con sede in piazza del Gesù, nel cuore del centro storico partenopeo.

L'occupazione era partita il 6 ottobre scorso, voluta fortemente dagli studenti che si erano coordinati con altri collettivi studenteschi a livello nazionale, nell'ambito delle proteste contro l'operazione militare di Israele nella Striscia di Gaza e chiedere la Pace. Molte scuole, anche a Napoli, in particolare gli istituti superiori, furono occupate, in segno di protesta "contro il genocidio dei palestinesi". La Città Metropolitana di Napoli chiese lo sgombero degli istituti per riprendere le lezioni. Tra le scuole occupate, appunto, anche il Genovesi, liberato poi il 14 ottobre successivo. Durante tutto quel periodo, la dirigenza scolastica del Genovesi, sempre aperta al dialogo con gli studenti, ha garantito un approccio di ascolto, ma ha anche monitorato quotidianamente le condizioni di sicurezza della scuola.

La lettera di richiesta danni per l'occupazione

Negli scorsi giorni, è partita, quindi, una lettera alle famiglie di alcuni studenti per la richiesta danni relativa all'occupazione studentesca. Secondo il dirigente scolastico, a quanto apprende Fanpage.it, gli occupanti si sarebbero "resi responsabili di azioni dolose". Tra queste, "imbrattamento pareti; imbrattamento e danneggiamento di quadri; svuotamento di tre estintori; sottrazione di tre iPad; danneggiamento di un fischietto elettronico; danneggiamento di 4 racchette con custodia e 1 racchetta tennis da tavolo; danneggiamento quadro elettrico aula staff; danneggiamento parquet; sottrazione di alcuni libri di testo dai cassetti personali dei docenti; forzatura di serrature di porte ed armadietti". Dopo l'occupazione, inoltre, si sarebbe dovuti procedere "ad un'azione di disinfezione a pagamento ad opera di una ditta specializzata". Le spese per questi danni sono state quantificate dalla scuola e ammonterebbero, appunto, a 5mila euro. I genitori hanno ricevuto la richiesta di risarcimento da soddisfare entro 15 giorni.

La protesta dei comitati studenteschi e dei sindacati scuola

La richiesta, però, è stata accolta dalle proteste dei collettivi studenteschi e del sindacato Usb Scuola Campania, che si chiedono come siano stati "individuati i cinque studenti", presunti responsabili dei danni. Secondo quanto filtra dalla scuola, a quanto apprende Fanpage.it, la lettera sarebbe stata destinata a tutto il corpo studentesco.

"Abbiamo avuto modo di leggere le richieste di risarcimento – scrive in una nota il sindacato Usb Scuola Campania – e, semplicemente, non stanno in piedi da un punto di vista legale. Non si capisce chi abbia riscontrato questi danni, quando, come siano stati identificati i responsabili, valutato l'ammontare del risarcimento, nulla".

Il sindacato sottolinea anche che le "sospensioni sono di norma irrogate dal Consiglio d'Istituto", ma che questo, a quanto risulterebbe all'Usb Scuola Campania, non si sarebbe "ancora insediato". Si insedierà la prossima settimana, a quanto apprende Fanpage.it. "Inoltre – conclude il sindacato – fatichiamo a capire come possa essere attribuita ad alcuni piuttosto che ad altri una responsabilità che, per quanto riguarda l'occupazione, è "naturalmente" collettiva".

"Noi – conclude il sindacato – non stiamo e non staremo in silenzio. Come organizzazione protagonista, tra le altre, delle imponenti giornate di sciopero e manifestazione di settembre e ottobre, non possiamo accettare che l'enorme sensibilità mostrata dal nostro popolo, studenti in primis, venga liquidata con sanzioni e repressione. Da educatori, poi, riteniamo inammissibile che, dopo anni di lamentele sulla passivizzazione dei giovani, il ritiro nel privato, il disinteresse per la politica, si pensi di punire gli stessi giovani proprio perché non sono, in realtà, come ci fa comodo dipingerli. Per queste ragioni noi siamo fin da ora al fianco delle studentesse e degli studenti del Genovesi e ci opporremo con ogni strumento a nostra disposizione alle punizioni per le proteste dei mesi scorsi".

Sulla vicenda interviene anche Giuliano Granato, di Potere al Popolo: "Questo è solo un episodio – continua Granato – di un clima di repressione contro il movimento di solidarietà con la Palestina, che è bipartisan e coinvolge tanto la destra al Governo quanto l'opposizione di centrosinistra".

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