Napoli è la patria del caffè, ma l’espresso ormai sfiora 1,30 euro: ennesimo rincaro in vista

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Alcuni bar della città fanno già pagare 1,30 euro al banco. Lo studio di Assoutenti e Crc conferma il trend: +37,8% dal 2021, tra i più alti d’Italia.

Al banco, in alcuni bar napoletani, il caffè costa già 1,30 euro. Una cifra che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata impensabile nella città che si considera la patria dell'espresso, e che oggi rischia di diventare lo standard: secondo lo studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), realizzato con Assoutenti, Napoli registra infatti uno dei rincari più marcati d'Italia negli ultimi cinque anni, con un aumento del 37,8% rispetto al 2021.

Il dato emerge da un'analisi condotta sui prezzi ufficiali del Mimit rilevati nelle diverse province italiane. In media, in Italia un espresso al bar costa oggi 1,29 euro, 25 centesimi in più rispetto al 2021, con un incremento medio del 24,2%. A Napoli l'aumento è stato ancora più consistente: il quarto più alto in Italia, dietro solo a Pescara (+49%), Parma (+41%) e Bari (+39,5%). Il report non riporta un prezzo medio ufficiale per la città, ma se il trend seguisse quello nazionale, i circa 1,30 euro già praticati in alcuni locali del centro non sarebbero più un'eccezione, ma l'anticipo di quello che potrebbe diventare il prezzo diffuso della tazzina partenopea.

A spiegare le ragioni dei rincari è Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc: «Rincari che tuttavia non sembrano alimentati dalle quotazioni alle stelle della materia prima. Rispetto ai 5.600 dollari la tonnellata raggiunti nel 2025, le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari, mentre per l'Arabica i prezzi sui mercati scendono vicino ai 3,20 dollari per libbra, rispetto agli oltre 4 dollari dello scorso anno». Alla base degli aumenti ai bar, spiega Truzzi, ci sono altri fattori: «il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore».

Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, segnala invece un cambiamento nelle abitudini degli italiani: «Si registra un sensibile incremento dei consumi per il caffè in chicchi, che nel 2026 segna in Italia un aumento delle vendite del 33%, con un numero crescente di italiani che lo preferisce a cialde e capsule». Una tendenza che, unita ai continui rincari della tazzina, avverte Melluso, «potrebbe presto portare a minare il primato dell'espresso al bar, oggi rito irrinunciabile per milioni di cittadini». Per ora all'ombra del Vesuvio, per ora, il caffè da 1,30 euro resta l'eccezione più che la regola. Ma con un rincaro quinquennale tra i più alti del Paese, i baristi della città potrebbero presto trovarsi a dover scegliere tra alzare i listini o ridurre i margini già compressi dai costi di gestione.

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