Chi prende il Reddito di Cittadinanza (RdC) a Napoli dal prossimo autunno dovrà svolgere mansioni e fare lavoretti per conto del Comune, con un impegno dalle 8 alle 16 ore a settimana. Palazzo San Giacomo ha approvato la delibera di indirizzo con i Progetti di Utilità Collettiva (PUC). Individuati gli ambiti in cui si svolgerà l'attività di pubblica utilità: sociale, ambiente, tutela dei beni comuni, arte e cultura. Ogni beneficiario sarà abbinato in automatico dalla piattaforma GePi ad un ambito in base alle proprie competenze ed esperienze (nel caso di più ambiti potrà scegliere). Dovrà svolgere la mansione almeno un componente per ogni nucleo familiare. Chi si rifiuta perderà il reddito di cittadinanza.

I beneficiari di RdC potranno aiutare a curare i giardinetti cittadini, grattare via i graffiti dai monumenti pubblici, dare una mano nelle biblioteche comunali o accompagnare i bimbi a scuola. L'assessore comunale al Welfare Monica Buonanno: “Siamo la prima città in Italia – spiega a Fanpage.it – a pubblicare un atto di indirizzo per i PUC. Grazie a questi progetti chi percepisce il reddito imparerà a svolgere delle mansioni. Non si tratta di un lavoro, ma è un'occasione di crescita che si potrà poi sfruttare sul mercato del lavoro”. Il percorso del PUC si affianca a quello presso i centri per l'impiego che prevede l'accompagnamento tramite i navigator al lavoro, per il quale vige l'esclusione dal RdC se si rifiutano 3 offerte di lavoro.

A Napoli 63mila famiglie prendono il Reddito di Cittadinanza

A Napoli sono 63.000 i nuclei familiari beneficiari del Reddito di Cittadinanza, attualmente. Di questi, il Comune di Napoli ha stimato che circa la metà è in carico ai Centri territoriali per l'impiego, mentre l'altra metà potrebbe essere potenzialmente in carico ai servizi sociali territoriali. Sono circa 30mila, quindi, le famiglie che potrebbero essere interessate dai programmi PUC e andare a svolgere lavoretti per conto del Comune. La norma nazionale prevede che sia coinvolto almeno un componente per famiglia, ma dal numero vanno eliminati anziani, minorenni, disabili gravi e altre categorie. “Un numero importante – sottolinea il Comune – ma che non spaventa perché si è convinti di poter assicurare ai beneficiari un'occasione di crescita”.

Chi rifiuta l'impegno al Comune perderà il Reddito di Cittadinanza

Il Reddito di Cittadinanza è partito da 15 mesi. Le prime card sono state consegnata tra marzo e aprile 2019 aprile. Il decreto sui Puc, il primo atto amministrativo, è arrivato a fine ottobre ed è stato pubblicato in Gazzetta a gennaio 2020, ma le attività connesse al RdC sono state poi sospese durante il periodo del lockdown. Gli importi del contributo, che sono definiti dall'Inps, possono variare: si va da circa 200 fino a 1.200 euro al mese, in base a diverse condizioni, come reddito, proprietà immobiliari, numero di familiari, figli o disabili a carico. Finora, chi percepiva il RdC a Napoli ha preso il contributo non faceva nulla, ad eccezione di chi è stato già inserito nel percorso per trovare lavoro tramite i navigator nei centri per l'impiego. Con i PUC, adesso, sarà obbligato a svolgere dei lavoretti per il Comune o perderà la card.

Come funzioneranno i Progetti di Utilità Collettiva

I PUC sono uno strumento previsto dalla legge nazionale per avvicinare i beneficiari di reddito di cittadinanza al mondo del lavoro, provando a colmare divari formativi e di competenze trasversali. I PUC rappresentano infatti l'applicazione del principio di restituzione sociale, che porta il beneficiario di un sostegno (in beni o servizi) ad impegnarsi a favore della comunità locale, come riconoscimento del sostegno ricevuto. È un primo sforzo per il passaggio dall'assistenza al lavoro. La delibera di indirizzo del Comune di Napoli porta la firma dell'Assessore alle Politiche Sociali e al Lavoro Monica Buonanno, del Vice Sindaco Panini e degli Assessori de Majo, Galiero, Piscopo, del Giudice, Felaco.

L'assessore Buonanno: “Partiremo in autunno”

“I servizi comunali – spiega l'assessore al Welfare Monica Buonanno – a settembre faranno una scheda per ogni progetto, su format del Ministero. La scheda sarà omologata ai criteri del Comune e inserita nel catalogo informatizzato sulla piattaforma GePi, già attiva. I percettori del RdC, tramite i centri per l'impiego e i servizi sociali territoriali saranno agganciati a un PUC. La persona che avrà i requisiti per più PUC potrà anche scegliere il profilo più coerente con la propria aspirazione. Se rifiuta, però, perderà il reddito”.

“Non è un lavoro, ma un percorso di qualificazione”

“Il PUC non è un rapporto di lavoro – precisa l'assessore Buonanno – Non sono previste ferie, né maternità. Chi aderisce non avrà preferenze in caso di concorso pubblico. Ma è un programma di attivazione. Deve essere considerato come un momento di qualificazione e valorizzazione di competenze. I percettori del reddito non svolgeranno attività dirette, ma saranno di supporto ai lavoratori comunali o delle cooperative sociali che li affiancheranno”.

Cosa si fa durante il PUC

I soggetti beneficiari del reddito svolgeranno le loro mansioni a favore della comunità per almeno 8 ore settimanali, all'occorrenza aumentabili fino ad un massimo di 16 ore, come prevede la norma. Si tratta quindi di un impegno massimo di 2-3 ore al giorno. Ecco alcune delle attività che si potranno svolgere:

  • restauro barriere architettoniche
  • rimozione graffiti da edifici pubblici
    messa in opera di attrezzature per la pulizia di ambienti
  • pulizia e riordino degli ambienti
  • supporto apertura biblioteche e centri lettura
  • controllo sale biblioteca
  • riordino del patrimonio librario
  • accompagnamento bimbi a scuola a piedi
  • accompagnamento delle persone su percorsi collinari
  • accompagnamento gite anziani o disabili
  • piccola manutenzione di struttura
  • piccola manutenzione giochi bimbi nei parchi
  • supporto a personale museo
  • catalogazione patrimonio artistico o informativo
  • supporto piattaforma messa in rete del patrimonio artistico
  • sensibilizzazione temi ambientali

Quanto dura il PUC

“I servizi comunali – spiega Buonanno – a settembre inseriranno le schede dei Progetti nel catalogo GePi. Per l'autunno saremo pronti. La durata del PUC è pari a quella della percezione del reddito di cittadinanza, ossia 18 mesi e termina con questo. Chi già percepisce il RdC quando sarà abbinato al PUC, lo svolgerà per il periodo restante del reddito. Ad esempio, se percepisco il RdC da 10 mesi, dovrò seguire il PUC per altri 8 mesi".

A settembre avviso pubblico per le coop sociali

“Il Comune di Napoli – conclude Buonanno – ha deciso, come auspica il decreto nazionale, di avvalersi di associazioni del terzo settore per attivare i PUC. A settembre sarà pubblicato l'avviso pubblico rivolto ad associazioni e cooperative che vogliono affiancare i percettori del RdC nei PUC presso il Comune. Le associazioni, in pratica, forniranno un supporto al Comune nella gestione dei Puc, monitoreranno i percettori di reddito nelle loro attività collegate al Comune”.