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9 Novembre 2020
10:12

Napoli, flop del consiglio comunale sul bilancio: manca il numero legale

I consiglieri comunali di Pd, M5S, FdI, Lega, Stanislao Lanzotti di Fi e il gruppo La Città firmano un documento congiunto nel quale annunciano che non parteciparanno all’assemblea: “Napoli ultima per spese sociali e per riscossioni dei tributi. Bilancio disastroso”. Italia Viva non firma, ma non risponde all’appello. Nelle opposizioni non hanno firmato Salvatore Guangi (Fi) e Domenico Palmieri (Napoli Popolare). Mara Carfagna (Fi) si dimette. Consiglio sciolto per mancanza del numero legale.
A cura di Pierluigi Frattasi
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"Napoli ultima per spese sociali e per riscossioni dei tributi. Bilancio disastroso". Le opposizioni disertano il consiglio comunale di Napoli sul previsionale 2020-22, l'ultimo bilancio della giunta De Magistris. I consiglieri di Pd, M5S, FdI, Lega, Fi e il gruppo La Città firmano un documento congiunto nel quale annunciano che non parteciparanno all'assemblea che si sta tenendo in videoconferenza e non in presenza. A firmare il documento Matteo Brambilla e Marta Matano (Movimento 5 Stelle), Diego Venanzoni e Roberta Giova (La Città), Aniello Esposito, Federico Arienzo e Salvatore Madonna (Pd), Andrea Santoro e Marco Nonno (FdI), Vincenzo Moretto (Lega) e Stanislao Lanzotti (FI). Si sfila anche il consigliere comunale Nino Simeone: "Non garantirò il numero legale", afferma a Fanpage.it. Italia Viva non ha firmato il documento delle opposizioni, ma non ha risposto all'appello. Mentre il documento non è stato firmato anche da Salvatore Guangi (Fi), vicepresidente del consiglio comunale, che oggi ha presieduto la seduta durante la discussione dei question time dei consiglieri, e da Domenico Palmieri (Napoli Popolare).

Il consiglio comunale sciolto per mancanza del numero legale

Il consiglio comunale poi si è sciolto per mancanza del numero legale. Poco dopo l'inizio della seduta, in apertura della quale il presidente dell'assise, Sandro Fucito, ha comunicato l'annuncio di dimissioni da consigliera di Mara Carfagna (Fi), il consigliere Carmine Sgambati di Italia Viva ha presentato una pregiudiziale sulle modalità di convocazione in vicdeoconferenza ritenuta non idonea per la discussione sul bilancio, chiedendo invece una riunione in presenza. La pregiudiziale però non è passata: 18 favorevoli, 17 contrari e un astenuto. Servivano almeno 19 favorevoli. Sgambati ha poi chiamato il numero legale che non c'era. L'assise quindi si riunirà domani, salvo ulteriori proroghe. Confermata la riunione online in videoconferenza e non in presenza.

Si dimette Mara Carfagna (Fi): è in maternità

In giornata, poi, arrivano anche le dimissioni da consigliera comunale di Mara Carfagna, parlamentare di Forza Italia, da pochi giorni in maternità per la nascita della figlia Vittoria, che ha inviato una lettera al consiglio comunale: entrerà al suo posto per surroga Armando Coppola. Alla fine la seduta inizia grazie alla presenza di 21 consiglieri: a mantenere il numero legale Luigi Zimbaldi, Domenico Palmieri, Anna Ulleto. Tra gli assenti anche i consiglieri Carmine Sgambati (Iv), Nino Simeone, Vincenzo Solombrino e Gaetano Troncone, questi ultimi del Gruppo Misto. Il presidente del consiglio comunale Alessandro Fucito: "Assenti giustificati Maria Caniglia e Mara Carfagna. Tragici eventi per la pandemia hanno coinvolto i consiglieri Caniglia e nella giornata di ieri Solombrino, la prima ha perso il padre, il secondo la madre".

Comune, Sarracino (Pd): "Apriamo nuova stagione"

Per il segretario del Pd di Napoli, Marco Sarracino, "il Pd non voterà una proposta che fa acqua da tutte le parti. Dalla mancata riscossione dei tributi al triste epilogo della NapoliHolding, passando per l'aumento del debito che grava sul futuro dei giovani napoletani a cui questa amministrazione sta negando ogni servizio essenziale. Napoli merita di più. A breve comincerà una nuova stagione, con nuove idee e protagonisti. Noi siamo in campo e stiamo già costruendo l'alternativa”. Mentre per Graziella Pagano, responsabile cittadina di Italia Viva, "Italia Viva ha presentato in consiglio una pregiudiziale importante circa il voto da remoto. Non è cosa da poco perché il Parlamento ha respinto per i deputati e senatori la possibilità di farlo. Il documento è stato votato ed è finito a 17 a 18.Politicamente si tratta di una presa di posizione importante. Subito dopo il capogruppo di IV Carmine Sgambati ha chiesto la verifica e il consiglio si è sciolto. La nostra posizione non cambia e la spiego visto che è a quanto pare non é chiara: noi non voteremo questo bilancio e in queste ore costruiamo una posizione chiara con tutta l'opposizione senza furbizie per bocciare questo Sindaco. Sono personalmente in campo in questo senso. E ringrazio il gruppo consiliare, con i consiglieri Gabriele Mundo e Manuela Mirra e il capogruppo Carmine Sgambati per il grande senso di responsabilità dimostrato".

La lettera delle opposizioni

"Abbiamo molto riflettuto – scrivono i consiglieri di opposizione Pd, M5S, FdI, Lega, Fi e il gruppo La Città nel documento congiunto – sul comportamento da tenere in aula e durante questo Consiglio". I consiglieri si rivolgono poi al sindaco Luigi De Magistris: "Ha perso la maggioranza che l’ha finora sostenuta, e da tempo non ha più i numeri per continuare. Solo l’atteggiamento di alcuni membri delle opposizioni, in contrasto con il mandato ricevuto dai loro elettori, e la poca trasparenza di chi le ha voltato le spalle, consente ancora, a questa amministrazione, di poter proseguire nel suo mandato".

"Il tempo della pandemia ha portato tutti a ragionare sulla necessità di ammainare, in questi mesi così difficili per la nostra città, le bandiere di appartenenza e provare a lavorare insieme, sospendendo criticità e giudizi. Al sindaco sarebbe spettato dirigere questo processo di pacificazione, attraverso un coinvolgimento reale di tutte le rappresentanze che siedono in questo Consiglio e che rappresentano le differenti sensibilità della città. Ai pochi tavoli di concertazione non sono seguite scelte condivise, bensì uscite e prese di posizione in solitaria del Sindaco, spesso neanche concordate con i suoi stessi consiglieri che, come noi, manifestavano sconcerto. Tavoli che si sono chiusi, perché chi avrebbe dovuto mediare tra posizioni diverse ha abdicato quasi subito al ruolo che gli sarebbe spettato, preferendo invece imperversare in tv e sui social".

"Il Sindaco della terza città d’Italia preferisce infatti affidare ad ospitate televisive e a post su una pagina Facebook questioni relative al governo della città e che in qualunque paese mediamente civile andrebbero affrontate nelle sedi delle istituzioni, per noi è davvero troppo. Assistiamo esterrefatti a prese di posizione a fasi alterne contro il governo o la regione, senza mai una assunzione di responsabilità o proposte serie. Addirittura in questa fase così drammatica il sindaco ha lanciato la candidatura dell’Assessore Clemente, aprendo di fatto una campagna elettorale giornaliera al posto di occuparsi dei sempre più gravi problemi della città".

"Ciò nonostante abbiamo atteso di leggere i documenti che oggi saranno portati in discussione, con la speranza di trovare una qualche convergenza che potesse dare motivo di unità, in questi difficili mesi, per provare a lavorare al meglio per una città spaventata e provata da questa epidemia che non ha paragoni in epoca contemporanee.

Ma ci è bastato leggere il DUP, il manifesto di quello che avete promesso e mai mantenuto, con linee ideologiche che dovrebbero essere alla base di qualunque esperienza politica e che voi candidamente avete ripudiato.

Per fare qualche esempio: Ancora parlate di un biodigestore la cui realizzazione è stata approvata il 27 dicembre del 2017 e che non ha visto nemmeno una pietra messa. Un biodigestore finanziato con fondi della Regione Campania, secondo il piano generale di smaltimento dei rifiuti, che avete inizialmente fatto finta di contrastare per pura ideologia senza però proporre nessun piano alternativo. E per realizzarlo avete scelto la zona di Napoli est, una zona SIN già martoriata e violentata da una vocazione industriale poi smarrita e che avrebbe potuto trovare un riscatto in quel mare che ovunque nel mondo produce economie di sistema, ma non qui. E dopo 3 anni siete ancora a proporre la stessa improponibile idea.

La riscossione dei tributi, punto critico di questi anni. Avete fatto una battaglia ideologica sostenendo che la gestione dei tributi avrebbe dovuto essere pubblica, avete attaccato Equitalia, senza però dare una reale soluzione alternativa ad essa ed ora siete ritornati ad un piano che apre alla gestione privata, perché avete scoperto che questo è il metodo che può rendere meglio. Avete smentito voi stessi e le vostre lotte, avendone negato valore ed effetti.

Smantellate la Napoli holding, dopo che ci avete raccontato che l’avevate creata per supportare la vostra idea di Governance delle Partecipate, smentendo anche qui clamorosamente quanto detto in tutti questi anni. Togliete soldi al trasporto pubblico sancendo nei fatti il passaggio al privato, dopo che avete gridato ai quattro venti che mai il privato avrebbe gestito il trasporto di linea.

Parlate di impianti sportivi, riqualificati grazie alle Universiadi e che oggi sono di nuovo in stato di abbandono perché ancora non avete fatto bandi pubblici per assegnarli a chi potrebbe finalmente metterli a servizio della collettività e tutelarli contemporaneamente.

Per quanto riguarda il Bilancio anche qui la situazione è disastrosa. I numeri dicono che siamo ultimi tra le 10 grandi città italiane per le spese in settori ad impatto sociale; ultimi per capacità di riscossione, che significa non avere poi risorse per i servizi che servono ai cittadini; primi per esternalizzazioni, che vuol dire ultimi nell’affrontare con le nostre partecipate e i nostri uffici le questioni della città. Per tutti questi motivi annunciamo che non parteciperemo all’ennesima pantomima che verrà consumata in questo consesso a danno dei cittadini. Non ci presteremo all’ennesima presa in giro della città. Se tenete veramente al bene dei cittadini abbiate il coraggio di ammettere il vostro fallimento e lasciate libera la città che tenete in ostaggio da troppo tempo".

(articolo aggiornato il 9 novembre ore 12.00)

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