Napoli, omicidio a Porta Capuana: Alessandro Grivano, 33 anni, ucciso a colpi di pistola mentre è in scooter
Un colpo esplode nel buio di Porta Capuana, pieno centro di Napoli, poco prima dell'una di notte. Alessandro Grivano, trentatrè anni, è in sella al suo scooter quando viene raggiunto da un proiettile. Non arriverà vivo in ospedale. La sparatoria avviene nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 luglio, a ridosso della storica porta cittadina. È l'area a ridosso della Stazione Centrale, nel cuore del quartiere Vasto, notoriamente centro di fibrillazioni criminali. Sul posto arrivano gli agenti della Polizia di Stato, allertati dalle segnalazioni di spari: Grivano è soccorso e trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini alla Pignasecca, ma le ferite riportate sono troppo gravi: l'uomo muore durante il tragitto in ambulanza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata ritenuta vicina agli ambienti del clan Contini. Un elemento confermato da una condanna e che orienta fin dalle prime ore le indagini verso la pista della criminalità organizzata. Tuttavia nelle ultime, viste testimonianze e dinamica dell'agguato gli inquirenti hanno ampliato il raggio d'azione delle indagini.
L'indagine e il movente dell'omicidio a Porta Capuana
Sul caso indaga la squadra mobile di Napoli, che sta passando al setaccio la zona di Porta Capuana, tra le più densamente popolate del centro storico, alla ricerca di testimoni e delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area. Il fascicolo è stato aperto per omicidio. Nelle prossime ore la Procura di Napoli dovrebbe fornire i primi elementi sulla pista seguita dagli inquirenti, mentre restano da accertare eventuali collegamenti con equilibri criminali in corso nella zona orientale e nel centro storico della città.
Grivano, sposato e padre di due figlie, abitava nella zona del Borgo Sant'Antonio Abate, il cosiddetto "Buvero", nota area mercatale ed aveva precedenti penali fra l'altro per truffa agli anziani. Tuttavia per gli inquirenti la pista di un agguato di camorra è meno convincente rispetto a quella che riguarderebbe vicende personali dell'uomo. La convinzione è maturata nelle ultime ore, ascoltando le testimonianze di amici e parenti. Un contributo al movente potrebbe venire dalle telecamere presenti in zona.