Napoli, 36enne resa sterile dopo un aborto, “tube legate senza consenso”: il Cardarelli apre un’indagine
L'Ospedale Antonio Cardarelli avvia accertamenti sulla storia della 36enne che ha denunciato di essere stata resa sterile dopo un intervento di aborto spontaneo. Alla donna sarebbero state legate le tube senza consenso. L'episodio risale al 2023. All'epoca dei fatti la donna aveva 32 anni ed era alla 17esima settimana di gestazione. Secondo l'avvocato Francesco Petruzzi, che la assiste, per quell'intervento, però, non sarebbe stato raccolto il consenso della paziente. Il documento con la firma, infatti, mancherebbe dalla cartella clinica a disposizione del legale.
Il Cardarelli: "Non risulta la legatura delle tube"
La donna era stata sottoposta ad intervento perché il feto era deceduto alla 17esima settimana. Intanto, l'ospedale Cardarelli dove avvenne l'operazione ha aperto un approfondimento sulla vicenda. La donna sarebbe stata ricoverata tre anni fa presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia del Cardarelli a seguito di aborto. La paziente contesta la successiva legatura bilaterale delle tube. A tal proposito, sottolinea l'ospedale in una nota, " si constata che si tratta di un episodio risalente a tre anni fa ma che emerge soltanto oggi e si evidenzia che dalle primissime verifiche effettuate sugli atti presso le unità operative complesse che hanno preso in carico la paziente non emergerebbe alcuna procedura che abbia interessato le tube uterine". Il Cardarelli "si riserverà di effettuare nuovi approfondimenti già nelle prossime ore, anche presso il reparto di Ginecologia, che dallo scorso gennaio è retto da un nuovo primario, e che come tutto l’ospedale è a disposizione per altri accertamenti".
La replica dell'avvocato Petruzzi: "Abbiamo i documenti"
Petruzzi però non ci sta. "Prendiamo atto che, secondo le ‘primissime verifiche' del Cardarelli, non risulterebbe ‘alcuna procedura che abbia interessato le tube uterine", ma, precisa, "basterebbe leggere la cartella clinica dell'ospedale, in particolare il registro operatorio del 18 agosto 2023, firmato dal primo operatore, riporta testualmente: ‘altra legatura e sezione bilaterale delle tube – intervento di Pomeroy‘ e, nella descrizione dell'intervento, ‘sterilizzazione tubarica bilaterale. La stessa dicitura compare nella scheda di dimissione ospedaliera, nella lettera di dimissione e sulla copertina della cartella. Sono documenti del Cardarelli, non nostri".
"Cosa manca in quella cartella – prosegue Petruzzi – invece, l'abbiamo verificato pagina per pagina: un consenso della paziente alla sterilizzazione e una sola riga che ne spieghi il motivo. C'è al contrario un modulo, firmato dalla paziente, in cui l'ospedale si impegnava a ‘salvaguardare la sua salute e la fertilità. Quanto ai ‘tre anni', sono il tempo che una donna di 32 anni ha impiegato per scoprire di non poter più concepire e per affrontare un percorso di procreazione assistita che non aveva mai chiesto di dover intraprendere. Il cambio di primario non cambia ciò che è scritto negli atti. Invitiamo l'Azienda a rileggere la propria documentazione prima di fare altre dichiarazioni. Le verifiche le faranno l'autorità giudiziaria e i consulenti".