Si allunga inesorabilmente il tragico elenco degli operatori sanitari contagiati dalla Covid durante il lavoro e deceduti: ieri sera, 23 novembre, è morto il medico di famiglia Daniele Cagnacci, 64 anni. Con studio al corso Umberto, nel centro di Napoli, era il punto di riferimento per un intero quartiere. Aveva scoperto di essere stato contagiato pochi giorni fa, probabilmente proprio durante le visite ai pazienti, quelle a cui non si sottraeva mai, a qualsiasi ora del giorno. Poi il rapido peggioramento, fino alla morte, in soli 5 giorni.

Una passione per aiutare gli altri, quella di Cagnacci, che era stata trasmessa anche alla figlia, da poco laureatasi in Medicina. All'indomani della sua scomparsa sono in molti quelli che lo ricordano anche sui social, ognuno col proprio ricordo per raccontare la sua professionalità ma soprattutto le sue doti umane e la sua disponibilità verso tutti. "Giovane, buono, generoso, di un'umanità incredibile – scrive Ida – un professionista serio, disponibile a tutte le ore, anche di notte. Ci ha seguito con affetto e premura, ha visto crescere i miei figli, è stato un amico, un consigliere, tutti i suoi pazienti lo sanno. Lui che ha curato tutti è rimasto vittima di questo maledetto virus. Ciao, Daniele – conclude – sarai già in paradiso, ma rimarrai sempre nei nostri cuori".

Ieri la notizia di altri due decessi nel mondo sanitario, entrambi per Covid: sono morti il sindaco di Melito, il medico Antonio Amente, 69 anni, e l'infermiere Alfonso Durante, 75 anni, che era tornato dalla pensione per prestare servizio sulle ambulanze del 118 e si è contagiato pochi giorni fa proprio durante gli interventi di soccorso.