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2 Marzo 2021
14:06

Morto dj Coccoluto, l’omaggio degli Angels of Love

Morto Claudio Coccoluto, il re dei dj italiani famoso in tutto il mondo. L’omaggio degli Angels of Love: “Se non ci fossi stato tu, probabilmente il nostro lavoro non esisterebbe”. Dalle serate al Rising South di via San Sebastiano a quelle al KGB del Rione Sanità, il suo legame con Napoli fu sempre fortissimo.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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La morte di Claudio Coccoluto ha colpito il mondo della musica in tutto il mondo: dj internazionale riconosciuto da tutti, tra i pochi italiani in grado di portare un enorme contributo prima alla musica house e poi a quella strumentale, era stato anche il primo europeo a suonare al Sound Factory Bar di New York, più che un locale una istituzione a livello mondiale.

Tra coloro che gli hanno reso omaggio nel giorno della sua morte ci sono anche gli Angels of Love, che proprio grazie a lui nacquero nel lontano 1990, quando cioè a Sperlonga, all'epoca polo musicale e balneare per mezzo meridione ed in particolare di Napoli, arrivarono tre ragazzi su tutti: Maurizio Luise, Francesco Furriello e Tina Lepre. E qui che i tre conoscono nello storico locale Zen un ventisettenne di Gaeta, Claudio Coccoluto, che si stava facendo strada a suon di musica di locale in locale. Ed è con lui che fondano il collettivo di musica dance tutto partenopeo che prende il nome di Angels of Love.

Fu un successo clamoroso: gli AoL suoneranno nel 1990 al Palapartenope (all'epoca Teatro Tenda) e ottengono un tripudio di applausi. Coccoluto proprio a Napoli "esplode", arrivando a suonare a Ibiza, Miami, poi il boom come primo europeo a suonare al Sound Factory Bar di New York, ma prima di tutto questo era stato "soltanto" un giovane di Gaeta che a Napoli trovò terreno fertile: nel 1991 suonava al KGB nel Rione Sanità, poi il Cube di Giugliano, l'Hype di Santa Maria Capua Vetere nel Casertano. Un successo dopo l'alto, e Napoli si riscoprì capitale di un genere musicale che negli Anni Novanta ha segnato generazioni di giovani e meno giovani. In una serata al Rising South di via San Sebastiano (oggi diventata Galleria 19), arrivò un "mostro sacro" come Todd Terry, accompagnato proprio da "Cocco" alla console.

"Se non ci fossi stato tu, probabilmente il nostro lavoro non esisterebbe", scrivono gli Angels of Love, "Sei stato il pioniere, il visionario, il punto di partenza da cui è partita la storia musicale di tutti noi. Il nostro punto di riferimento quando da ragazzini abbiamo deciso di affacciarci in una scena a noi sconosciuta. Ci hai preso per mano e ci hai insegnato tutto, senza riserve, come un fratello maggiore. Era l’estate del 1989 allo Zen. Quell'incontro ha cambiato per sempre la nostra vita. Il nostro primo party. Il nostro primo resident. Il nostro primo disco. Ciao Claudio, il vuoto che lasci è incolmabile".

La foto pubblicata dagli Angels of Love per Claudio Coccoluto
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