Diego Armando Maradona è morto. La notizia, deflagrata in un pomeriggio tardo di novembre, scuote Napoli, dove el Pibe de Oro era nient'altro che un mito, una leggenda vivente. È difficile spiegare ad un non napoletano cosa fosse Maradona per la città, è altrettanto difficile capire cosa accadrà nelle prossime ore per ricordare il più grande campione che il calcio abbia mai avuto all'ombra del Vesuvio.

La notizia della morte di Maradona è stata diffusa dal Clarin, uno dei principali giornali argentini che sicuramente  è una fonte importante e autorevole sull'argomento. Maradona aveva da poco compiuto 60 anni ed era stato sottoposto ad un delicato intervento al cervello. Secondo le principali emittenti argentine il numero 10 per eccellenza è deceduto a seguito di arresto cardiaco. Le emittenti mostrano ambulanze in sosta sotto casa dell'ex nazionale argentino, giocatore del Napoli e del Barcellona.

Come reagirà Napoli alla morte di Maradona lo sa solo Dio. Dai Quartieri Spagnoli al Rione Sanità, dal Pallonetto di Santa Lucia al Rione Traiano, da Miano al Conocal, dal Vasto a Ponticelli, ci saranno manifestazioni pubbliche di cordoglio che sicuramente andranno oltre le righe e oltre i divieti Covid del periodo. A poche decine di minuti già subito sono comparse le vecchie bandiere color azzurro ai balconi, tanti gli striscioni che compaiono tra gli stretti vicoli del capoluogo. "Napoli torna Campione" e "Facci sognare" sono le scritte affisse ai palazzi dei Quartieri. Alcuni tifosi hanno già raggiunto il luogo dove è presente il murales del Pibe de Oro con la maglia numero 10 indossata quando giocava nel Napoli.

Ci saranno fiumi di dichiarazioni pubbliche, tantissimi ricordi: i compagni di viaggio dei due mitici scudetti e della Coppa Uefa, la Coppa del Mondo in Argentina, i tanti che hanno attraversato il periodo del Napoli scudettato di Corrado Ferlaino e ancora, gli anni del declino, il ritorno a Napoli per l'abbraccio con la città, i tantissimi fan ma anche le ombre del periodo partenopeo di Dieguito.

Una cosa del genere negli ultimi anni, l'abbiamo avuta quando è morto Pino Daniele, altro simbolo della città dell'ultimo trentennio: dichiarazioni, dolore pubblico declinato sui social, con immagini, ricordi pensieri. Ma a Napoli il calcio vale mille volte in più ogni altro aspetto della vita pubblica.