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Coronavirus
6 Settembre 2021
15:11

Morto per Covid a Napoli, i parenti: “Contagiato dopo visita del fisioterapista”. La denuncia

“Vaccinato con doppia dose e morto di Covid, contagiato dopo la visita a casa del fisioterapista risultato poi positivo al Coronavirus”. È quanto denunciato in un esposto ai carabinieri dal figlio di Giuseppe Minucci, 78enne residente a vico Nocelle, a Napoli, deceduto il 13 agosto scorso per complicazioni legate al Coronavirus, dopo essere stato ricoverato dal 4 agosto all’ospedale Cotugno di Napoli. “Chiediamo di sapere se il fisioterapista fosse vaccinato contro il Covid e quando avrebbe fatto il tampone”, dice il familiare.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Giuseppe Minucci
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“Vaccinato con doppia dose e morto di Covid, contagiato dopo la visita a casa del fisioterapista risultato poi positivo al Coronavirus”. È quanto denunciato in un esposto ai carabinieri dal figlio di Giuseppe Minucci, 78enne residente a Vico Nocelle, a Napoli, deceduto il 13 agosto scorso per complicazioni legate al Coronavirus, dopo essere stato ricoverato dal 4 agosto all’ospedale Cotugno di Napoli. Dopo la scomparsa dell'uomo, il familiare ha presentato un esposto presso la stazione Stella dei carabinieri per chiarire quanto avvenuto.

Il signor Giuseppe aveva fatto richiesta all’Asl Napoli 1 di assistenza fisioterapeutica domiciliare. E l’Asl, come riportato nell'esposto, aveva dato incarico ad un centro privato di Napoli per le cure che si erano svolte il 28 e 29 luglio scorso. Il 30 luglio però, il fisioterapista aveva comunicato alla famiglia di essere positivo al Covid dopo una cena tra amici. Da qui l’esposto presentato dai familiari. “Chiediamo di sapere se il fisioterapista fosse vaccinato contro il Covid e quando avrebbe fatto il tampone e se siano state seguite le procedure per il tracciamento”. Anche la moglie di Giuseppe è risultata poi positiva sintomatica al Covid, dal 7 agosto, ma senza gravi conseguenze.

L’esposto in Procura

“Il signor Giuseppe Minucci – è scritto nell'esposto – nel corso del mese di luglio aveva fatto richiesta all’Asl Napoli 1 di assistenza fisioterapeutica domiciliare" per alcune patologie. "Approvata la richiesta, l’Asl dava incarico ad un centro convenzionato di provvedervi. Per il tramite del Centro veniva incaricato il fisioterapista”, il quale, secondo la ricostruzione, “ha iniziato le prestazioni il giorno 28 luglio 2021 per poi proseguirle il 29 luglio”. “Alle ore 8 del giorno seguente, il 30 luglio”, la moglie di Giuseppe “riceve la telefonata del fisioterapista”, che “manifestava di non poter più adempiere al servizio prestato in quanto positivo al Covid”. Nella telefonata, secondo quanto riportato nell’esposto, il fisioterapista avrebbe affermato di essere stato ad una cena tra amici nei giorni precedenti “senza dare alcuna informazione circa la tempistica di effettuazione di un tampone e della tipologia dello stesso (rapido o molecolare), limitandosi a richiedere l'intervento di altro fisioterapista e invitando il paziente a rivolgersi al medico di base”.

Il 78enne ricoverato al Cotugno

“Nonostante le prime rassicurazioni dei medici del Minucci – prosegue l’esposto – in ragione della somministrazione completa del trattamento vaccinale (con seconda dose eseguita il 19 giugno 2021), di lì a poco, e precisamente domenica 1 Agosto 2021, il signor Giuseppe sviluppava una evidente sintomatologia consistente in febbre alta e evidente instabilità, il che induceva alla effettuazione di un tampone molecolare in data 4 agosto 2021”.

“Nella stessa serata, a seguito delle risultanze del tampone con positività al Covid Sars e di un preoccupante valore di saturazione di 75, previo l’intervento del 118, Giuseppe veniva ricoverato d’urgenza in terapia intensiva dell’ospedale Cotugno, ove le condizioni del predetto inducevano il personale sanitario a provvedere immediatamente al suo ricovero in virtù della criticità delle stesse. Quest'ultimo, invero, veniva intubato e sottoposto a ventilazione artificiale in stato di coma farmacologico. Nonostante tutti i profusi sforzi e il proficuo impegno dei sanitari del Cotugno, il sig. Giuseppe cessava di vivere il 13 agosto”.

Nell’esposto i familiari chiedono alla Procura di verificare se ci sia stata negligenza da parte del fisioterapista nei giorni delle terapie svolte il 28 e il 29 luglio. Quindi, di “ricostruire l’esatta dinamica dei fatti avvenuti, in ragione anche della mancata chiusura del centro polidiagnostico” per la positività del fisioterapista e di capire se siano state rispettate tutte le normative anti-Covid19.

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