Finalmente, dopo settimane di indiscrezioni, la notizia è ufficiale: don Mimmo Battaglia è il nuovo arcivescovo di Napoli. Finisce così l’era del cardinale Crescenzio Sepe nel capoluogo partenopeo. Nativo di Satriano, provincia di Catanzaro, Battaglia è attualmente vescovo di Cerreto Sannita, una piccola diocesi in provincia di Benevento. Ancora una volta, papa Francesco crea un punto di rottura. tutti nominando alla guida di un’arcidiocesi italiana un prelato che si è distinto, nella sua carriera ecclesiastica, per la sua attenzione ai poveri. Il passaggio ufficiale di consegne avverrà entro due mesi, quindi con ogni probabilità i riti di Natale saranno comunque guidati da Sepe.

Cinquantasette anni, sacerdote dal 1988, il vescovo Battaglia ha guidato fino al 2016 il Centro calabrese di Solidarietà, una comunità per il recupero delle persone tossicodipendenti, mentre dal 2000 al 2006 è stato presidente dell’opera della diocesi di Catanzaro che si occupa di contrasto alla povertà. Per quasi dieci anni è stato presidente dell’ente nazionale che riunisce tutte le comunità terapeutiche per tossicodipendenti.

Proprio per il suo grande impegno a favore degli ultimi il pontefice lo ha nominato vescovo nel 2016, assegnandogli la sede di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’Goti, in cui si è insediato solo dopo aver visitato la sede dell’istituto penale per i minorenni di Airola. In Campania non ha lasciato le sue vecchie abitudini: più che “eccellenza” preferisce essere chiamato “don Mimmo” ed ha riservato grande attenzione, in questi anni, alla cura delle persone più deboli del territorio più che alla presenza nei salotti buoni, alle inaugurazioni, ai convegni.

Un “prete degli ultimi”, dunque, forse proprio quello che ci voleva per un’arcidiocesi grande e complessa come quella di Napoli, che conta un milione e mezzo di fedeli ed in cui i problemi sociali da affrontare sono enormi. Un profilo profondamente diverso da quello del cardinale Sepe, che invece aveva passato gran parte della sua carriera ecclesiastica in posti di rilievo nella Curia romana. Motto episcopale di don Battaglia è “Confide, surge, vocat te” cioè “abbi fede, alzati, ti chiama”, che sono le parole che i discepoli Gesù rivolgono ad un cieco perché gli si avvicini per essere guarito.

Due anni e mezzo dopo i limiti posti dalla Chiesa per lasciare le sedi episcopali, Sepe lascia Napoli. Papa Francesco non gli ha fatto mai mancare il proprio appoggio, neppure quando l’ormai arcivescovo emerito è stato accusato di aver coperto alcuni scandali sessuali, mantenendolo nell’incarico ben oltre i termini previsti. Napoli, dunque, non sarà più sede cardinalizia, visto che Sepe vi arrivò già con la porpora, mentre Battaglia forse non lo diventerà mai. Papa Francesco, infatti, ha eliminato la consuetudine dell’automatismo per cui gli arcivescovi di alcune importanti diocesi italiane erano nominati cardinali alla prima occasione utile. Ad esempio, non sono oggi cardinali il patriarca di Venezia e gli arcivescovi di Torino e Palermo, a cui va aggiungersi anche Napoli.

"Domenico Battaglia è un autentico pastore", ha commentato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, descrivendolo come "una guida spirituale capace di immergersi nella storia delle persone, a cominciare dalle più fragili, povere, dimenticate. Un pastore anche per molti giovani, di cui sa intercettare bisogni, aspirazioni, inquietudini. Un punto di riferimento. E insieme un testimone concreto e coerente del Vangelo: poche parole e tanti fatti, quei fatti incarnati nella Parola di Dio", ha aggiunto ancora don Ciotti.

Arcivescovo, il benvenuto del sindaco: "Massima collaborazione"

A dare il benvenuto a Napoli al nuovo arcivescovo Mimmo Battaglia è il sindaco Luigi De Magistris: “Sono molto felice della nomina di Don Mimmo Battaglia ad Arcivescovo di Napoli – dice – Ho conosciuto personalmente Mimmo Battaglia quando ero magistrato in Calabria e ne ho sempre apprezzato la sua costante vicinanza ai più fragili e ai più deboli. Uomo semplice ed umile ma dotato di forte carisma e personalità. Credo possa incarnare al meglio il verbo profondo di Papa Francesco. A Don Mimmo Battaglia garantiremo la massima cooperazione possibile con l’obiettivo dell’unità del popolo napoletano in un momento così difficile. Insieme lavoreremo per diminuire disuguaglianze e per la costruzione di una sempre più forte fratellanza di comunità. A Don Mimmo Battaglia diamo il benvenuto nella nostra amata città dal cuore immenso”.