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Meloni: “Violenze verbali da De Luca”. Lui replica: “Sbloccate le risorse per il Sud”

Giorgia Meloni attacca Vincenzo De Luca: “Intollerabili violenze verbali, autentiche intimidazioni, espresse da parte di un rappresentante delle istituzioni”. E lui replica: “Non si finga turbata”, e la invita a sbloccare i fondi per il Sud.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Botta e risposta tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca (Partito Democratico). La premier ha puntato il dito contro le recenti affermazioni di De Luca, definite "violenze verbali" e "intimidazioni" nei confronti del Governo, arrivando anche a chiedere al segretario del PD Elly Schlein di prenderne le distanze; lui invece ha replicato che le sue siano "soltanto parole", invitandola invece a Roma per discutere delle politiche per il Meridione, e lanciando al contempo una frecciata indiretta verso la Schlein: "Io non le ho mai fatto del male, come le è venuto di evocarla?".

Tutto era iniziato nella tarda mattinata di oggi, quando Giorgia Meloni ha pubblicato sui propri canali social una dura accusa verso Vincenzo De Luca, aggiungendovi anche una richiesta indirizzata alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein:

"Imbecilli, farabutti, delinquenti politici”. Con questa elaborata analisi il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, appella il Governo per illustrare la sua posizione sui fondi di coesione. Mi chiedo e chiedo alla segretaria Elly Schlein se non ritenga, a nome del Partito Democratico, di prendere le distanze da queste intollerabili violenze verbali, autentiche intimidazioni, espresse da parte di un rappresentante delle istituzioni e del suo partito. Abbiamo atteso un segno di dissociazione e di condanna, finora inutilmente. Se non arrivasse, prenderemo atto del fatto che questi sono gli impresentabili metodi democratici del PD.

Non ha tardato ad arrivare la risposta di Vincenzo De Luca, che ha affidato ad una lunga nota il suo pensiero. Prima si è detto "onorato e commosso per l'attenzione" ricevuta dalla presidente del Consiglio, poi ha replicato: "Si informi sui comportamenti che nei territori assumono i suoi allievi politici, fino ad azioni di vero e proprio sciacallaggio. Avrà modo di verificare quanto moderate e sobrie siano le mie conseguenti parole", aggiungendo: "non si finga turbata per qualche più che meritata sciabolata verbale. Io e lei siamo abbastanza animali politici. Ricordo di passaggio che lei non ha fatto una piega di fronte all'aggressione squadristica alla sede della Cgil, qualche tempo fa".

Poi però il presidente della Regione Campania ha affrontato la vicenda dal punto di vista politico, spiegando che diverse domande sono ancora oggi a suo avviso senza risposta. "Sui fondi coesione il Governo ha accumulato un ritardo di un anno e mezzo, bloccando opere, cantieri, e occasioni di lavoro", e indicando anche che questo ritardo "rischia di mandare in dissesto oltre 200 Comuni ed enti territoriali che non hanno risorse per completare gli interventi Fesr del precedente programma", invitandola quindi "a sbloccare rapidamente risorse che appartengono al Sud. Stiamo assistendo a un paradosso insopportabile", ha proseguito De Luca, spiegando che "mentre si parla di autonomia differenziata e di decentramento dei poteri, si mette poi in campo la più grande operazione di centralizzazione nelle mani del premier (Pnrr, Fondi di coesione, Zes unica, fondo di perequazione infrastrutturale, scioglimento dell'Agenzia per la Coesione), con la prospettiva di fare affondare il Paese, in una palude burocratica mai vista".

Quindi, la chiosa finale, con stoccata alla segretaria del Partito Democratico:

A parte qualche mia parola da lei e dai suoi allievi ampiamente meritata, io non le ho mai fatto del male. Come le è venuto di evocare l'onorevole Schlein?

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