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Mario Landolfi, l’assassino delle due donne a Pollena Trocchia, non risponde al giudice e resta in carcere

Fermo convalidato per Mario Landolfi, il 49enne accusato di aver ucciso due donne a Pollena Trocchia tra il 16 e il 17 maggio scorsi.
Mario Landolfi, accusato del duplice omicidio a Pollena Trocchia (Napoli)
Mario Landolfi, accusato del duplice omicidio a Pollena Trocchia (Napoli)

Resta in carcere Mario Landolfi, il 49enne di Sant'Anastasia accusato di aver ucciso due donne tra sabato 16 e domenica 17 maggio scorsi, gettandole nel vuoto da un palazzo incompiuto. Il gip di Nola ha convalidato il provvedimento di fermo emesso dalla Procura e notificato dai carabinieri nella giornata di lunedì. L'uomo, sposato e con figli, assistito dall'avvocato Antonio Abete, era già stato portato nel carcere di Poggioreale tre giorni fa. Oggi si è svolta l'udienza in videocollegamento con il tribunale. Il 49enne si è avvalso della facoltà di non rispondere ma avrebbe comunque rilasciato dichiarazioni ritenute autoaccusatorie da parte degli inquirenti.

Secondo i magistrati avrebbe confessato il delitto. Le due vittime sono una 29enne del casertano e una 49enne di origini ucraine. I corpi senza vita delle due donne sono state ritrovate la notte di lunedì, dopo la segnalazione fatta da una coppia che si era appartata, che aveva visto l'uomo entrare nel Parco Europa di Pollena Trocchia in compagnia ed uscire da solo, portando con sé una borsetta. Secondo le prime ipotesi investigative, il 49enne avrebbe aggredito le due donne, dopo una lite sul pagamento per una prestazione sessuale. Nel primo caso, gli sarebbe stato chiesto un pagamento di 150 euro a fronte dei 100 che l'uomo ritiene fossero stati concordati. La vicenda è al vaglio degli inquirenti che stanno portando avanti le verifiche.

A Pollena Trocchia comunità sconvolta

A Pollena Trocchia, comune dell'area vesuviana alle porte di Napoli, la comunità è sconvolta per l'accaduto. "Il grande dolore per le due vite spezzate, forte e palpabile nell’intera comunità cittadina – afferma il sindaco Carlo Esposito – è ovviamente solo in parte affievolito dalla pur brillante operazione condotta dagli inquirenti che, in tempi rapidi, hanno dato un nome e un volto al presunto colpevole, reo confesso, dell’orrendo crimine. Un plauso dunque alle forze dell’ordine, così come anche ai cittadini che, facendo la propria parte, hanno contribuito al successo delle indagini".

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Il primo cittadino però ci tiene anche a puntualizzare che l'area in cui è avvenuto il delitto non è degradata, nonostante la presenza di un immobile incompiuto. "Da primo cittadino – ha proseguito la fascia tricolore del comune vesuviano – devo però mio malgrado anche esprimere rammarico per come l’area nella quale si è consumato questo duplice omicidio viene etichettata: parlare di degrado diffuso, estendendolo all’intero quartiere nel quale sorge il palazzo incompiuto, è oltremodo ingeneroso per un’area del paese ormai divenuta centrale, con servizi e attrazioni pubbliche pienamente all’altezza".

"Del resto – conclude – anche l’edificio in sé è stato oggetto di un’importante azione amministrativa, grazie alla quale un’opera mai portata a termine oggetto di contenzioso ultradecennale e di gravosi costi per la comunità dopo un’asta pubblica è divenuta di proprietà privata e aveva già visto l’avvio delle operazioni per la piena riqualificazione. Quanto successo qui poteva accadere altrove: non c’è a Pollena Trocchia un problema sicurezza. Invito tutti a evitare di cavalcare polemiche facili e controproducenti per il nostro territorio, questo è il momento del silenzio e del rispetto per le vittime dirette e indirette di questa terribile vicenda. Voglio però rassicurare tutti i miei concittadini: la sicurezza di tutti rientra tra le nostre priorità, per questo motivo tra le altre cose abbiamo proposto, in tempi non sospetti e ben prima di questa terribile storia, la cessione a titolo gratuito di Palazzo Santangelo, edificio di proprietà del Comune, all’Arma dei carabinieri per l’installazione di una caserma a presidio del territorio".

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