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29 Dicembre 2020
11:43

Mareggiata a Napoli, il meteorologo Mazzarella: “Vento fortissimo, ma alla città serve manutenzione”

Parla Adriano Mazzarella, docente di Climatologia e Meteorologia all’Università di Federico II: “A Napoli fenomeni inquadrabili nel quadro dell’inverno ma capaci di sprigionare una forza senza eguali. Tuttavia è necessario capire che serve manutenzione. Napoli ha assoluto bisogno di manutenzione”.
Intervista a Adriano Mazzarella
Professore associato di Climatologia presso la Facoltà di Scienze dell'Università Federico II di Napoli.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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"Serve manutenzione. Napoli ha assoluto bisogno di manutenzione". Il professore Adriano Mazzarella, già Responsabile dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli Federico II e professore di climatologia e meteorologia presso l'ateneo federiciano è categorico. Dopo i fenomeni meteorologici di ieri sera, con alberi caduti ovunque e le mareggiate che hanno invaso il Lungomare di via Caracciolo portando anche a danni inestimabili ai ristoranti della zona, il professor Mazzarella ha spiegato in una intervista a Fanpage.it i fenomeni, "pienamente inquadrabili nel quadro dell'inverno", ma che al contempo "hanno sprigionato una forza senza eguali".

Professor Mazzarella, ci spiega i fenomeni di ieri sera sul Lungomare?

Le mareggiate sono state causate dal forte vento di libeccio proveniente da sud. Un vento che ha assunto a Napoli Centro punte di 85 chilometri orari sprigionando una forza di 30 chili su metro quadrato. Una forza impressionante. Io stesso, che mi trovavo a Posillipo, ho aperto lo sportello della macchina e il vento lo ha distrutto. Non avrei mai pensato di assistere ad una scena simile, con una tale forza sprigionata dal vento.

Crede che questo tipo di fenomeni siano inusuali per Napoli?

No, noi siamo a dicembre: il 1° è iniziato l'inverno meteorologico, il 21 è arrivato il solstizio d'inverno. Siamo, insomma, nel pieno periodo invernale. Le feste natalizie sono tradizionalmente all'insegna della pioggia, del vento e del freddo. Lo scorso anno fu caldo, ma fa parte del ciclo atmosferico, come dice anche il proverbio: Pasqua con il sole, Natale con il ciclone. E viceversa.

Pensa che la vicinanza dei locali al Lungomare possa essere un rischio anche per il futuro?

Certamente, anzi bisogna stare molto attenti. I ristoratori devono assolutamente stare all'occhio in quella zona. Perché in casi come quelli di ieri sera, le onde anomale possono arrivare a colpire la gente che si trova nei gazebo, e fare danni molto più gravi. Si tratta di un grosso rischio.

Oltre alle mareggiate, ieri anche alberi caduti e circolazione in tilt..

Sì, e Napoli ha bisogno di assoluta manutenzione. Penso ad esempio allo Sferisterio Partenopeo, che è particolarmente a rischio. Prima o poi cadrà: sono quattro mura senza più il tetto di sopra che le mantiene. Se il vento soffia come ieri sera e "trova" la giusta direzione, rischia di farlo cadere. Anche gli alberi di pino rischiano sempre in questi casi: avendo radici a zampa di gallina, queste non scendono in profondità, ma restano orizzontali. E così quando il vento si abbatte con una forze del genere sulla chioma, rischia di farli cadere, con tutti i danni che ne conseguono. Ripeto: serve manutenzione.

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