Lo scrittore Italo Ferraro morto investito a Napoli, lettere e fiori sotto casa: “Animo nobile e gentile”

"Caro Italo, abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre facoltà per proteggere te e tutti coloro che abitano in questo quartiere, ma noi non molliamo! Perdonaci, se puoi". È uno dei messaggi affissi al portone della casa del professor Italo Ferraro, investito e morto al Corso Vittorio Emanuele di Napoli, mentre attraversava sulle strisce lunedì scorso. Ferraro, 84 anni, era un docente universitario in pensione e autore prolifico di libri sulla storia e l'architettura di Napoli. Attività che portava avanti anche adesso. Era impegnato a finire l'ultimo volume su San Giovanni a Teduccio.
Sotto casa sua, in queste ore, sono stati lasciati fasci di fiori e lettere, come quella firmata dal Comitato civico di quartiere Miriguarda. Ma sono tantissimi i ricordi commossi. Ferraro era conosciuto in tutta la città. La sua scomparsa ha scosso la comunità partenopea. Al Corso Vittorio Emanuele, dove viveva, lo ricordano in tanti con affetto e commozione.

I ricordi commossi nel quartiere per la morte dello storico architetto
"Italo Ferraro, investito ieri sul Corso da un motorino guidato da una ragazza di 27 anni – si legge in uno dei ricorsi sui social – è il papà di due amici. Ha scritto l'Atlante napoletano, per amore della sua città. Ha cresciuto da solo i suoi figli, dopo la morte prematura della moglie. Gli bussavo, perché la porta di casa sua era sulla strada. Mi apriva e gli chiedevo di passare qualche minuto insieme a chiacchierare, perché mi trasmetteva pace. Come hai fatto, da solo, a crescere i figli? Mi guardava come se gli avessi fatto una domanda quasi assurda, e rispondeva: ‘Alla fine è andata bene'. Come avrebbe risposto un Socrate dolce. Io avevo la piccola e mi incrociava per strada". Se porto avanti quel romanzo, la protagonista è ispirata a te. Giovane mamma". Per delicatezza non diceva "giovane mamma sola" e ho sempre apprezzato la sua nobiltà di cuore, anche in quella attenzione".
Commosso il ricordo anche di Carlo Falcone, dello Sfizzicariello: "Grandissimo dolore per la perdita del prof. Italo Ferraro, resa ancora più inaccettabile per le modalità con cui è avvenuta.Per noi dello Sfizzicariello era una presenza quotidiana, familiare: arrivava con il suo sorriso, una battuta pronta, e soprattutto con un affetto sincero che ci faceva sentire visti, riconosciuti.Non era solo un cliente. Era uno di casa. La sua assenza lascia un vuoto profondo, umano prima ancora che quotidiano.Un abbraccio forte e pieno di vicinanza ai suoi figli e ai suoi nipoti".