Lo scempio del Paladennerlein di Barra dalle luci dell’Universiade al degrado: “È tutto distrutto”

L’impianto di Barra con piscina olimpionica e per i tuffi fu ristrutturato con l’Universiade del 2019, oggi è completamente distrutto e lasciato all’abbandono. E’ tutto da rifare.
A cura di Antonio Musella
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Basta arrivare a Via delle Repubbliche Marinare a Barra, periferia est di Napoli, ed impossibile non notarlo. Il Paladennerlain è un grandissima struttura circondata da scuole, medie ed elementari, un parco pubblico e lo stadio di calcio "Caduti di Brema". Un tempo ci entravamo centinaia di giovani promesse del nuoto, come anche Massimiliano Rosolino che qui si allenava ai tempi dell'oro olimpico. Oggi basta infilarsi in uno dei tanti buchi della recinzione perimetrale per assistere all'indegno spettacolo di una struttura sportiva distrutta. La sua ristrutturazione nel 2019 per l'Universiade di Napoli costò 3,5 milioni di euro, ora non sono rimasti nemmeno i fili dell'elettricità, rubati o distrutti come tutti gli spogliatoi e gli ambienti comuni. L'ennesima triste storia di abbandono in una città che sarà capitale europea dello sport nel 2026.

La ristrutturazione e l'abbandono

Con l'Universiade del 2019, appena 5 anni fa, gli impianti sportivi della città di Napoli hanno vissuto un importante opera di restyling costata centinaia di milioni di soldi pubblici. Circa 200 quelli spesi in Campania per le strutture che hanno ospitato gli atleti di tutto il mondo nel luglio di quell'anno. Grandi cerimonie, grandi trionfi, grandi comizi delle istituzioni, ma dopo a riflettori spenti, non tutto è andato per il meglio. Dopo un finanziamento di 3,5 milioni di euro che aveva rimesso a nuovo il Paladennerlain, l'Universiade aveva riportato gli atleti a Barra, quartiere più giovane della città, al centro di quella periferia est martoriata dalla guerra di camorra. "Subito dopo l'Universiade la struttura non è stata assegnata a nessuno – ci spiega Patrizio Gragnano, consigliere della Municipalità 6 del Movimento 5 Stelle – non c'è stata nemmeno la custodia della struttura, il risultato è che è stata lasciata ai vandali che hanno saccheggiato gli spogliatoi, i bagni, tutte strutture nuove di zecca con tanto di phon ai muri. Hanno portato via tutto, nemmeno i cavi elettrici sono rimasti".

La piscina olimpionica è vandalizzata, ma non irrecuperabile, visto la recentissima ristrutturazione. Quella per i tuffi invece già al tempo dell'Universiade non fu ultimata, mancano le piastrelle. Il paradosso è che in città non ci sono impianti sportivi adatti ai tuffi a livello agonistico, e questa sarebbe la sola struttura disponibile. Il cartongesso della controsoffittatura è ridotto a brandelli, hanno rubato anche i tubi di aereazione e quelli del riscaldamento.

Le coppe e le medaglie giacciono sul fondo della piscina insieme agli estintori svuotati, qualche sediolino degli spalti, e le macchie di piccoli incendi appiccati qua e là. "Un gioiello ad est della città ridotto ad un rudere – sottolinea Gragnano – il problema è che le strutture sportive vanno affidate alle polisportive, alle ASD, a chi le sa gestire quotidianamente e anche in maniera orizzontale garantendo anche alle fasce più deboli di poter fare sport".

Ed è proprio questo lo step che manca nella prassi amministrativa, l'assegnazione delle strutture sportive una volta rimesse a nuovo. Per l'Universiade non è un caso isolato, anche il campo di calcio di San Pietro a Patierno, usato per la kermesse internazionale del 2019 ha avuto un problema di custodia, tanto che hanno rubato i cavi di rame del sistema di illuminazione del campo. "Ancora una volta un grande evento sportivo a Napoli, dopo Italia '90, che vede tanti soldi pubblici spesi e le briciole che vengono lasciate alla città" commenta amaro il consigliere di municipalità.

Ciò che resta degli spogliatoi del Paladennerlein
Ciò che resta degli spogliatoi del Paladennerlein

Al via i lavori per la palestra: "Ma per la piscina servono tanti soldi"

Accanto alla piscina olimpionica ed a quella dei tuffi, c'è l'altra parte della struttura, quella dedicata al basket. Il cantiere per i lavori di riqualificazione è aperto, gli operai lavorano nella speranza di consegnare entro il 2024 la struttura riqualificata al Comune di Napoli. Ma solo quest'ala dell'impianto verrà ripristinata. "Dal finanziamento iniziale di 3,5 milioni di euro, sono stati recuperati 1,3 milioni di euro che serviranno a rimettere in piedi la palestra accanto e contiamo di avviare con l'amministrazione un percorso per assegnare la struttura immediatamente – spiega Gragnano – quello che ci preoccupa è la palestra, perché la piscina si salva, ha bisogno di pochi lavori, ma la piscina per i tuffi e gli spogliatoi sono completamente da rifare".

È come un gioco dell'oca dove bisogna sempre ripartire da zero. Già perché il Paladennerlain era entrato in funzione all'inizio degli anni 2000, ma anche in quel caso fu lasciato all'abbandono perché non c'erano società sportive per la gestione, dopo alcuni anni di attività. L'Universiade era l'occasione giusta per restituire al territorio l'impianto, ma è stata l'ennesima occasione sprecata. Ora con la nomina di Napoli a capitale europea dello sport nel 2026, c'è da giurarci che si riproporrà il tema. Quale sarà l'esito? Un nuovo spreco di denaro pubblico? "L'importo per l'intervento non è stato ancora quantificato ma è una spesa importante, già a partire da tutti i rifiuti che sono accumulati qui" spiega Gragnano. "Quello che serve come priorità è un'idea di gestione, in questo quartiere se si mantengono per strada ragazzini di 10/15 anni non significa solo lasciarli per strade ma spesso significa consegnarli nelle braccia della criminalità organizzata".

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