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L’ex vicesindaco di Napoli Tino Santangelo morto suicida, la famiglia: “Il processo Bagnoli non c’entra”

L’ex vicesindaco di Napoli, il notaio Tino Santangelo, morto suicida ieri. I motivi del gesto in un biglietto lasciato ai familiari.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Non c'entra il processo su Bagnoli nella morte di Tino Santangelo, ex vicesindaco di Napoli nella seconda giunta Iervolino e presidente della Bagnolifutura, la società che fino al 2016 si è occupata delle bonifiche dell'ex Italsider. Lo ha precisato la famiglia in una nota, diramata nella tarda serata di ieri. La famiglia Santangelo "esclude categoricamente il collegamento del decesso del notaio con gli ultimissimi sviluppi delle vicende processuali".

I motivi del gesto in un biglietto lasciato ai familiari

Santangelo è deceduto ieri, lunedì 26 gennaio all'età di 89 anni. Il famoso notaio napoletano si è suicidato lanciandosi dall'ottavo piano del suo palazzo al Corso Vittorio Emanuele. Un gesto estremo, sul quale la famiglia mantiene il massimo riserbo e che attiene alle condizioni personali di Santangelo. I motivi del gesto in un biglietto lasciato ai familiari, ai quali ha rivolto il suo ultimo saluto. La salma è attualmente sotto sequestro della magistratura. Sarà liberata nelle prossime ore e restituita ai familiari per consentire i funerali.

Santangelo era coinvolto in un lungo processo sulle bonifiche di Bagnoli. Era stato assolto nei precedenti gradi di giudizio. Ma la Procura aveva fatto ricorso. Sarebbe dovuto tornare in aula il prossimo marzo. Una vicenda giudiziaria che si protraeva ormai da oltre un decennio e che la famiglia esclude categoricamente che sia legata alla sua morte.

Il collegamento tra le due vicende è arrivato dopo alcune dichiarazioni politiche rilasciate ieri. La richiesta dei familiari è che la vicenda personale non sia utilizzata per interpretare vicende politiche, come il prossimo referendum sulla giustizia. Intanto, ieri è arrivato il ricordo commosso sia di Antonio Bassolino, al quale lo legava una lunga amicizia, che di Gaetano Manfredi. Anche il Pd della Campania ha voluto omaggiare Santangelo: "Ne ricordiamo il suo contributo alla battaglia per sconfiggere la destra e restituire credibilità e prestigio al consiglio comunale di Napoli in anni difficili. Nel suo impegno come Presidente del Consiglio comunale di Napoli, di Vicesindaco e di Presidente di Bagnolifutura si è sempre mosso perseguendo il bene comune e i principi costituzionali. È stato un faro per coloro che si sono avvicinati alla professione di Notaio e un attento uomo di cultura dotato di rare doti di curiosità intellettuale e di semplicità nel rapporto con le persone. Alla sua famiglia giunga il cordoglio del Partito Democratico della Campania".

Mentre il vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania, Gianfranco Librandi: ha aggiunto: "Sabatino Santangelo era innocente, mille volte innocente. E la sua storia dovrebbe interrogare tutti, senza ipocrisie. C’è una sinistra che oggi piange Santangelo – aggiunge – ed è la stessa che non esitò, allora, a emettere sentenze politiche costituendosi in giudizio. È una contraddizione che rende questo dolore ancora più amaro. Quanto accaduto a Santangelo non può essere liquidato come un fatto privato. Dopo un’assoluzione, si è visto riaprire un calvario giudiziario che lo ha schiantato come uomo e come galantuomo. Su quel balcone – prosegue – potrebbe esserci stato chiunque. Quando l’accanimento giudiziario diventa una condanna senza fine, nessuno può dirsi davvero al sicuro. Per questo, come Forza Italia esprimiamo cordoglio e sdegno. Siamo profondamente sconvolti da una vicenda che interpella la coscienza di tutti".

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