22 Ottobre 2021
17:17

L’appalto del bar dell’Azienda dei Colli truccato per ingressi in spiaggia e in discoteca

L’appalto per la gestione del bar e dei distributori automatici dell’Azienda dei Colli (ospedali Cotugno, Monaldi e Cto di Napoli) fu truccato con l’aiuto di una dipendente in cambio di soldi, un’automobile, un posto di lavoro e ingressi gratuiti in spiaggia e discoteca. Emerge dall’ordinanza da oltre 40 misure cautelari sul controllo della camorra sugli ospedali.
A cura di Nico Falco

Tra i bandi finiti nell'inchiesta su camorra e ospedali figura anche quello per la gestione del bar e per i distributori automatici dell'Azienda dei Colli, la cui assegnazione sarebbe stata pilotata grazie al supporto dell'addetta alla redazione della gara. La trattativa per l'assegnazione si sarebbe conclusa con un patto: alcuni dei candidati avrebbero potuto visionare le offerte degli altri, mentre alla donna sarebbero andati una somma di denaro e sarebbero stati promessi un'automobile e ingressi gratuiti in lidi balneari e nella discoteca "il Ciclope" di Palinuro, di proprietà di uno degli imprenditori che partecipavano al bando.

Camorra e ospedali, oltre 40 arresti

La circostanza emerge dall'ordinanza che ha portato all'esecuzione, stamattina, di oltre 40 misure cautelari per illeciti nella gestione degli appalti negli ospedali napoletani, con collegamenti con la camorra; il sistema individuato dalla Procura ruotava intorno al clan Licciardi dell'Alleanza di Secondigliano, ma risultano coinvolti altre sette gruppi:  i Lo Russo, i Cimmino-Caiazzo, i Polverino, gli Abate, i Saltalamacchia, i Frizziero, i Veneruso.

Tra i destinatari delle misure ci sono anche il boss Luigi Cimmino, che era stato di recente scarcerato, e l'imprenditore Marco Salvati, titolare de facto dell'associazione Croce San Pio, al centro di una delle puntate dell'inchiesta giornalistica Croce Nera di Fanpage.it.

L'appalto all'Azienda dei Colli truccato per ingressi in spiaggia e discoteca

La circostanza dell'appalto truccato viene ricostruita nell'ordinanza e riguarda il periodo tra marzo e luglio 2018. Protagonista Daniela Nenna (destinataria di misura agli arresti domiciliari), pubblico ufficiale nella sua qualità di addetta alla redazione del bando e del disciplinare della gara dell'AORN Ospedale dei Colli per l'affidamento, in concessione di 5 anni, degli spazi per il bar/posto di ristoro/tavola calda degli ospedali Monaldi e CTO e per i distributori automatici degli ospedali Monaldi, Cotugno e CTO (tutti parte dell'Azienda dei Colli).

La donna, ricostruiscono gli inquirenti, avrebbe aiutato le società Bamar Italia Srl e la GeMeArp, che erano unite in associazione temporanea di impresa (ATI) per quella gara d'appalto. La Nenna si sarebbe fatta promettere da Alessandro Esposito, Gaetano Martino e Benito Grimaldi (rispettivamente responsabile commerciale, legale rappresentante e dipendente della Bamar), da Sacco Raffaele (classe 77) e dal cugino omonimo (classe 68), soci della Ge.Me.Arp, e da Mariangela Russo, dipendente di questi ultimi, attraverso la mediazione di Simone Paolino, dipendente del Cotugno, un posto di lavoro per un'altra persona, l'acquisto di un'automobile e degli ingressi gratuiti in lidi balneari e nel locale "il Ciclope" di Palinuro (di proprietà di Raffaele Sacco) e si sarebbe fatta dare una somma di denaro imprecisata.

Per favorire l'aggiudicazione, la Nenna avrebbe redatto il disciplinare di gara sulla scorta delle informazioni fornite da Esposito, Martino, Grimaldi, Russo e i due Sacco; su loro indicazione avrebbe prorogato di 30 giorni il termine di deposito di domanda rispetto al termine iniziale; avrebbe consegnato ad Esposito (tramite Paolino) l'elenco delle ditte partecipanti alla gara; avrebbe, infine, consegnato materialmente a Raffaele Sacco (classe 77) le buste con le offerte economiche degli altri partecipanti prima che fossero visionate dalla commissione di gara (cosa che portò alla sostituzione della domanda presentata dalla Bamar-GeMeArp per vincere la gara). Per Nenna e per Paolino sono stati disposti gli arresti domiciliari; per tutti gli altri coinvolti il pm ha invece disposto la custodia in carcere.

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