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L’addio a Cirino Pomicino, “Vicerè” Dc di Napoli: il ricordo da Mastella a De Luca in Campania

Il ricordo di Paolo Cirino Pomicino, morto a 86 anni, ex ministro Dc negli anni ’80 e presidente di Tangenziale di Napoli. De Luca: “Difese sempre la Campania”. Mastella: “Piango un amico”.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Paolo Cirino Pomicino
Paolo Cirino Pomicino

"‘O Ministro", "Vicerè di Napoli", non si contano gli epiteti per Paolo Cirino Pomicino, potentissimo leader Dc di fede andreottiana, di cui era il plenipotenziario alle falde del Vesuvio, scomparso oggi a 86 anni a Roma. Fu ministro a Funzione Pubblica e Bilancio nei governi De Mita e Andreotti a cavallo tra gli anni '80 e '90, ed esponente di spicco della "Prima Repubblica", travolta tra scandali e clientelismo dalle inchieste di Tangentopoli. Fu coinvolto in 42 processi che frenarono la sua carriera politica, avviando quella di opinionista. Fu rieletto deputato, poi, nel 2006, nella lista con Dc e Psi. Fino ad anni recenti è stato anche presidente della Tangenziale di Napoli.

Pomicino era legatissimo a Napoli, città di cui era originario: la sua famiglia era della centralissima piazza Cavour. "Ha sempre difeso con impegno gli interessi della Campania – lo ricorda oggi l'ex governatore Vincenzo De Luca – nel corso della sua attività politica e ha condiviso pienamente le tendenze di quella stagione politica riuscendo a garantire la realizzazione di opere importanti per la nostra regione per Napoli". De Luca ha voluto esprimere "profondo cordoglio per la scomparsa" di Pomicino. "Lo ricordo in modo particolare per la sua cordialità, la sua ironia e per aver partecipato alle vicende politiche del nostro Paese fino all'ultima fase della sua vita – sottolinea – Lo ricordo anche per il coraggio con cui ha affrontato gravi problemi di salute mantenendo sempre uno spirito positivo, per la volontà di produrre risultati concreti contribuendo sempre in maniera intelligente al dibattito politico".

Pomicino era napoletano, originario del centro storico. Si era diplomato all'istituto cattolico dei "Fratelli delle Scuole Cristiane" San Giovanni Battista de la Salle di Materdei, conseguendo la maturità classica e poi aveva studiato Medicina all'Università Federico II. Dopo la laurea era stato assunto all'Ospedale Antonio Cardarelli, dove era diventato dirigente medico di Neurologia. Gli esordi politico lo avevano visto sui banchi della sala dei baroni, da consigliere comunale negli anni '70, schierato con la corrente andreottiana, contro quella dorotea di Gava. A Napoli divenne anche assessore, prima di spiccare il salto come deputato e trasferirsi poi a Roma.

Il ricordo di Clemente Mastella: "Piango un amico"

"Piango un amico – lo ricorda addolorato il sindaco di Benevento, Clemente Mastella – Se la morte di Umberto Bossi mi aveva commosso, oggi non ho potuto trattenere le lacrime. Paolo Cirino Pomicino, che avevo sentito al telefono fino a venti giorni fa, aveva una tempra di ferro, come la moglie sottolineava spesso: ho riletto la triste notizia due volte, incredulo. Ciao Paolo. Dopo la lunga, comune militanza, abbiamo difeso, protetto e tutelato la storia gloriosa della Dc contro gli strali ingenerosi di chi la considerava un fossile della storia. Senza nostalgie anacronistiche, ma con fierezza. E' stato deputato europeo con me, con l'Udeur. La sua intelligenza politica era vivida, ci sfidavamo, canzonandoci anche, su chi prevedesse prima e meglio gli scenari. Un giorno amaro per i suoi familiari, cui porgo le condoglianze e per i numerosi che come me gli hanno voluto sinceramente bene".

Esprime "rispetto per la scomparsa" anche il parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi Sinistra), che però sottolinea la "distanza siderale dal suo modo di fare politica e da come ha amministrato la cosa pubblica". "È stato coinvolto nelle grandi inchieste di tangentopoli – scrive – Per anni ha rivestito anche il ruolo di presidente della Tangenziale di Napoli".

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Mentre Severino Nappi, vice coordinatore della Lega Campania e componente Consiglio Federale Lega, scrive: "Paolo Cirino Pomicino è stata una delle personalità più raffinate della politica italiana che ha vissuto da protagonista decenni decisivi per il Paese, specie nella Prima Repubblica, con lungimiranza, competenza e coraggio. Doti accompagnate da una straordinaria carica umana che gli ha sempre consentito di sdrammatizzare le alterne vicende della politica senza però mai banalizzarle. Se ne va un grande napoletano, un grande italiano. Sono personalmente grato al destino per averlo conosciuto e averne potuto apprezzare stile e valore. Condoglianze alla famiglia".

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