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La provenienza dei gioielli dimostrata con documenti falsi: sequestro di beni per un “Compro oro” a Nola

Il sequestro di beni ammonta a 600mila euro. La Guardia di Finanza, inoltre, ha accertato anche una evasione fiscale per 1 milione e mezzo di euro.
A cura di Valerio Papadia
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Immagine di repertorio
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Sequestro di beni per un ammontare di 600mila euro nei confronti di un "Compro oro" a Nola, nella provincia di Napoli, e del suo rappresentante legale: le accuse sono quelle di ricettazione, riciclaggio e infedele dichiarazione. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Nola, hanno avuto origine in seguito a un controllo fiscale nei confronti del "Compro oro" – che ha 5 sedi sul territorio – e hanno consentito di accertare una evasione fiscale per oltre 1 milione e mezzo di euro.

Nel corso dei controlli, inoltre, i militari delle Fiamme Gialle hanno accertato che molteplici oggetti preziosi erano stati acquistati grazie a una documentazione falsa, compilata con dati di ignari clienti, ai quali venivano ricondotte, in maniera fraudolenta, le operazioni commerciali, al fine di occultare la reale provenienza dei preziosi.

Pertanto, al termine dei controlli, i finanzieri di Nola hanno proceduto a un sequestro di beni, disposto dal gip del Tribunale nolano su richiesta della locale Procura, per un ammontare di 600mila euro, corrispondenti al profitto dei reati contestati; il legale rappresentante della società di "Compro oro" è stato invece segnalato all'Autorità Giudiziaria per le violazioni penali e amministrative.

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