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Salario minimo a 9 euro negli appalti regionali: cosa prevede la legge della Campania

La proposta di legge approda in Consiglio regionale: ma qual è il meccanismo del salario minimo a 9 euro / ora?
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Roberto Fico e le informazioni su come funziona il salario minimo in regione campania
La proposta di salario minimo in Regione Campania

L'atto numero uno della nuova Giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico,  come anticipato da Fanpage, è un disegno di legge, è quello sul salario minimo nei contratti pubblici di appalto e nelle concessioni di competenza regionale.

Come funziona la delibera del salario minimo in Campania

Il meccanismo sancisce un punto fermo: meno di 9 euro all'ora lordi non si può pagare un lavoratore o una lavoratrice.  Il provvedimento prevede che in tutte le procedure di gara della Regione, delle Aziende sanitarie locali, degli enti strumentali e delle società controllate sia attribuito un punteggio premiale a quegli operatori economici che si impegnano ad applicare una retribuzione minima oraria non inferiore a 9 euro/ora.  In sintesi: ti impegni a farlo? Salgono in maniera rilevante le tue possibilità di vincere l'appalto.

Perché 9 euro lordi all'ora è la cifra decisa

Perché si applica solo ai contratti con l'ente regionale? Semplice: per farlo diventare una legge applicabile anche ai privati o ad altri enti sarebbe servita una norma nazionale. Che il governo Meloni non ha voluto.  Perché questa cifra di 9 euro? È la soglia che l'Istat indica come discrimine tra lavoro dignitoso e povertà lavorativa. Il punteggio potrà crescere progressivamente per le imprese che offrano retribuzioni più elevate. Il disegno di legge prevede inoltre un meccanismo di aggiornamento annuale dell'importo minimo. Il ddl sarà ora trasmesso al Consiglio regionale, cui spetta l'esame e l'approvazione definitiva.

«Manteniamo un impegno preso con i cittadini campani in campagna elettorale – ha dichiarato Fico -. In Italia un lavoratore su 10 percepisce una retribuzione sotto la soglia di povertà lavorativa. In Campania, dove le retribuzioni medie sono inferiori del 26% rispetto alla media nazionale, il fenomeno è ancora più acuto. Con questa legge utilizziamo la leva degli appalti pubblici per premiare le imprese che garantiscono ai propri dipendenti una retribuzione dignitosa, come prescrive l'articolo 36 della nostra Costituzione. Sono molto orgoglioso del fatto che questo figuri tra i primi provvedimenti approvati dalla giunta».

La Campania non è la prima a volere una norma simile. «Puglia e Toscana, hanno adottato misure analoghe nell'ambito della propria autonomia di stazione appaltante – spiega Angelica Saggese, assessora al Lavoro -. Un'impostazione che la Corte Costituzionale ha qualificato come "uso strategico" dei contratti pubblici per finalità sociali, previsto dal diritto europeo e dal Codice dei contratti pubblici. Per chi non rispetta gli impegni assunti sono previsti controlli rigorosi, penali e, nei casi più gravi, la risoluzione del contratto».

Davide D'Errico, il consigliere più giovane della maggioranza regionale, eletto nella lista Fico Presidente, è il promotore di questa iniziativa dal lato consiliare, fin dalla campagna elettorale. Ora esulta: «È successo davvero. Il salario minimo regionale è l'atto n. 1 della Giunta Fico. Un gesto potentissimo, perché dice a tutti che nella nuova Regione Campania che vogliamo costruire nessun lavoratore può essere povero».

Pietro Smarrazzo, consigliere regionale di Casa Riformista/Italia Viva: «Ben venga dalla Giunta regionale una proposta di legge che può contrastare il fenomeno del dumping salariale, cioè la compressione dei salari per aumentare i profitti delle imprese, e le gare al massimo ribasso che penalizzano i lavoratori». Gennaro Saiello, capogruppo del M5s in Consiglio regionale della Campania: «È significativo che questo sia primo atto della nuova amministrazione. Ora ci auguriamo che anche il Governo Meloni segua questo esempio. Il salario minimo è una misura già adottata in 22 Paesi dell’Unione Europea. Da oltre dieci anni il Movimento 5 Stelle porta avanti questa battaglia di civiltà per costruire un Paese più giusto».

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