Dalle stelle del cinema alle sbarre della cella. È la triste parabola di Salvatore Abbruzzese, nel 2008 giovane attore del pluripremiato film Gomorra, dove interpretava il piccolo ‘Totò', oggi, purtroppo, arrestato a 26 anni dai carabinieri che l’hanno sorpreso a Scampia a spacciare droga. Salvatore era incensurato fino a questo momento. Continua la maledizione di Gomorra, che in 12 anni ha visto finire nei guai molti dei suoi interpreti. Una lunga scia di reati che vede coinvolti anche gli attori della fortunata serie Tv, ispirata al romanzo di Roberto Saviano.

Nel caso di Salvatore, in arte “Totò” di Gomorra, i carabinieri, appostati in un servizio ad hoc, hanno notato l’uomo aggirarsi all’interno delle cosiddette “Case dei puffi”, un complesso di edilizia popolare del quartiere nord di Napoli. I militari dell’Arma hanno sorpreso il 26enne mentre cedeva 2 dosi di droga ad altrettanti clienti. I carabinieri sono intervenuti e li hanno bloccati. Scattata la perquisizione, sono state rinvenute e sequestrate dosi di kobret, eroina e cocaina. I “clienti” sono stati segnalati alla prefettura quali assuntori di sostanza stupefacente mentre l’arrestato è stato portato al carcere in attesa di giudizio.

Abbruzzese, classe 1995,  fu scoperto per caso sulle pedane del teatro San Ferdinando ai provini di Gomorra. Da li poi, grazie al successo del lungometraggio premiato a Cannes, cominciò la sua carriera come attore con piccole particine in vari film.

Nel film si faceva colpire col giubbotto antiproiettile

Nel film Gomorra, Salvatore Abruzzese, all’epoca giovanissimo, interpretava il ruolo del piccolo Totò, il bimbo che portava la spesa a Maria, interpretata da Maria Nazionale, nelle Vele di Scampia. Alla fine, il ragazzo sarà costretto a tradire la donna, madre di un esponente del clan rivale dei Di Lauro, attirandola fuori dalla sua abitazione, dove sarà uccisa con un colpo di pistola dai killer degli scissionisti.  La vicenda è liberamente ispirata ad un fatto realmente accaduto durante la prima faida di Scampia fra clan Di Lauro e Scissionisti (i cosiddetti "Spagnoli") , ovvero l'assassinio di Carmela Attrice, uccisa il 25 gennaio 2005 a Scampia perché madre dello scissionista Francesco Barone detto " ‘O russo".  All'inizio del film, Totò viene ‘iniziato' dai camorristi facendosi sparare in petto protetto da un giubbotto antiproiettile, una scena particolarmente ben riuscita, che spiega, seppur romanzandolo, come le giovani leve della malavita organizzata partenopea entrano a far parte dei clan, dapprima come vedette o ‘muletti', poi magari come spacciatori, guardie del corpo del boss e dei suoi parenti, killer, gerenti di piazza, luogotenenti del clan e infine,  capi di  un sodalizio criminale.

La "maledizione" di Gomorra tra attori arrestati e reati

Ma sono tanti i personaggi di Gomorra che purtroppo nella realtà hanno avuto spiacevoli incontri con la Giustizia. Si va da Salvatore Russo, finito nei guai per droga nella zona delle Case dei Puffi, a Bernardino Terracciano, accusato di duplice omicidio, che nel film di Garrone interpretava il boss Zì Bernardino. E ancora Pjamaa Azize, pusher nella pellicola, arrestato per lo stesso motivo nel 2015. Una maledizione che sembra proseguire anche con la famosa serie Tv di Sky Atlantic, tra gli ultimi a farne le spese Danielino, al secolo Vincenzo Sacchettino, arrestato nel 2019 per motivi di droga.