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Ingv spiega i motivi del terremoto 5,9 al largo di Capri

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha spiegato i motivi del terremoto che si è verificato nella notte, a gradi profondità, nel Golfo di Capri.
A cura di Valerio Papadia
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Tanta paura, ma per fortuna nessun danno, per il terremoto che si è verificato a Capri: una scossa di magnitudo 5.9 è stata registrata al largo dell'isola, fortunatamente a una profondità molto alta, 414 chilometri. A qualche ora di distanza dal forte evento sismico, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha spiegato i motivi dietro il sisma.

Secondo l'istituto, sebbene una scossa di questa intensità costituisca un evento molto raro per le coste della Campania e per la regione in generale, è comunque riconducibile a un processo geologico tipico del Mar Tirreno meridionale: la presenza, nel mantello terrestre, di uno slab di litosfera oceanica che sta sprofondando da alcuni milioni di anni proprio nel Tirreno. Quando la litosfera oceanica, molto densa, sprofonda nel mantello in zone di subduzione, crea degli slab, appunto, che, sprofondando in mare a profondità notevoli, possono creare forte sismicità, come successo questa notte a Capri.

Nonostante la forte profondità, ad ogni modo, la scossa di magnitudo 5.9 è stata avvertita distintamente, non soltanto a Capri e in gran parte della costa tirrenica meridionale, ma anche in diverse zone della Penisola. Come ha reso noto l'Ingv, sono stati oltre 130 i questionari inviati al sito "Hai sentito il terremoto?", dalla Sicilia alla Lombardia.

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