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In centinaia sfilano in corteo per la città di Napoli: “Stop al genocidio in Palestina”

Il Centro Culturale Handala Ali con gli attivisti di Rete Napoli per la Palestina hanno organizzato un corteo per chiedere il “cessate il fuoco” in Medioriente. Arrivati sotto la Prefettura, i manifestanti che volevano bloccare la strada con uno striscione sono stati fermati dalla polizia.
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A cura di Enrico Spaccini
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Gli attivisti pro Palestina sono scesi in strada oggi pomeriggio, sabato 9 dicembre a Napoli per chiedere "il cessate il fuoco immediato e lo stop al genocidio dei palestinesi". In centinaia si sono radunati in piazza del Gesù, dove l'organizzazione Centro Culturale Handala Ali e la Rete Napoli per la Palestina avevano dato appuntamento per le 15:30. Partiti in corteo, una volta arrivati sotto la Prefettura i manifestanti hanno provato a mettersi in mezzo alla strada con striscioni e bandiere. Si sono verificati alcuni momenti di tensione con la polizia, al punto che sono arrivati anche i carabinieri in tenuta antisommossa, ma non si è mai arrivati allo scontro.

La situazione in Palestina

"La situazione è gravissima", avevano scritto gli attivisti di Rete Napoli per la Palestina nei loro canali social, "ormai da due mesi i palestinesi non hanno accesso a cure mediche adeguate, elettricità e acqua a causa delle operazioni criminali di Israele che hanno ridotto in polvere le infrastrutture civili e ospedaliere, impedendo l'accesso di beni e aiuti per la popolazione". Tra i punti contestati dai manifestanti, anche la "complicità vergognosa del nostro governo e dei governi europei".

Il dito è puntato contro "l'egida statunitense" e la base siciliana di Sigonella "utilizzata dal Pentagono come base per i velivoli adibiti al trasporto di sistemi d’arma, munizioni ed equipaggiamento impiegati dalle forze armate di Israele nei bombardamenti", oltre che agli "armamenti italiani venduti ad Israele dal 2013 al 2022 che sono stati utilizzati a Gaza".

Le richieste degli attivisti

Lo scopo della manifestazione del 9 dicembre era, appunto, quello di "chiedere il cessate il fuoco immediato e lo stop al genocidio". La fine, quindi, "dell'assedio imposto a Gaza" oltre all'ingresso "immediato di aiuti umanitari e la fornitura di materiali di prima necessità".

Direttamente al governo, invece, riportando le dichiarazioni del ministro alla Difesa Guido Crosetto "il quale ha espresso il desiderio di aumentare gli accordi militari con Israele", gli attivisti di Rete Napoli per la Palestina chiedono di "boicottare il progetto criminale sionista, interrompere le relazioni diplomatiche, politiche, economiche e militari che intrattiene con lo stato d'Israele e le sue aziende e multinazionali che fanno affari con l'apartheid".

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