Ben 48 varianti del SARS-CoV-2 sono state individuate in Campania da inizio pandemia ad oggi. Lo ha scoperto l'ospedale Pascale, presentando un monitoraggio firmato dalla farmacologa Anna Maria Rachiglio e pubblicato sulla rivista scientifica "Journal of Translation Medicine". Una scoperta che dimostra come il virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus e che sviluppa la malattia CoViD-19 negli individui colpiti presentasse diverse varianti già nei primi tempi della pandemia.

Il risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione tra l'Istituto Pascale di Napoli, l'Università Federico II di Napoli e l'Istituto Superiore di Sanità, utilizzando anche un sequenziatore di ultima generazione ad elevate automazione: il Genexus. Al progetto fortemente voluto dal direttore scientifico Gerardo Botti, hanno partecipato, a vario titolo, Ernesta Cavalcanti, Luca De Sabato, Cristin Roma, Michele Cennamo, Mariano Fiorenza, Daniela Terracciano, Raffaella Pasquale, Francesca Bergantino, Gabriele Vaccari, Giuseppe Portella, Nicola Normanno.

"Lo studio ha per la prima volta descritto la tipologia di varianti di SARS-CoV-2 in Campania, rivelando la presenza di una notevole eterogeneità di ceppi virali fin dalla prima fase della pandemia. I dati sono relativi al sequenziamento del genoma del virus ottenuto da tamponi molecolari, raccolti nel periodo compreso tra marzo e aprile 2020, di individui residenti principalmente tra le province di Napoli e Caserta", ha spiegato la farmacologa farmacologa Anna Maria Rachiglio. "La ricerca ha oramai superato approcci divisivi, per assumere sempre più un preciso significato sistemico. Il Covid ha funzionato da catalizzatore, enfatizzando in maniera decisiva e definitiva l'osmosi tra le conoscenze. Complimenti al gruppo di lavoro che ha prodotto questa ricerca e a tutti quelli che ogni giorno ci aiutano a cercare nuove strade", ha invece aggiunto il direttore generale del polo oncologico partenopeo Attilio Bianchi.