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16 Settembre 2022
10:43

Il tribunale sospende l’apertura della stagione di caccia in Campania

WWF Italia e Lipu BirdLife Italia fanno ricorso e bloccano l’apertura anticipata della stagione venatoria in Campania.
A cura di Redazione Napoli
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Sospesa l'apertura della stagione di caccia in Campania. A deciderlo, il Tribunale amministrativo regionale con Decreto cautelare emesso ieri dal presidente della Terza sezione Anna Pappalardo. Il Tar ha accolto l'istanza presentata dalle Associazioni Lipu BirdLife Itala e WWF Italia, difese dall'avv. Maurizio Balletta e ha sospeso l'apertura della stagione venatoria, che la Regione aveva fissato al 18 settembre, per le specie Alzavola, Canapiglia, Codone, Folaga, Porciglione, Germano reale, Gallinella d'acqua, Marzaiola, Fischione, Mestolone, Beccaccino e Frullino e al 21 settembre per le specie Fagiano e Quaglia. Il Tar ha inoltre fissato l'udienza collegiale all'11 ottobre.

Perché è stato presentato ricorso all'inizio della stagione venatoria? Presto detto: la Regione con una delibera aveva modificato il calendario venatorio. Ma non al fine di aumentare le misure a tutela della biodiversità – questa l'accusa delle associazioni ambientaliste – bensì per anticipare la caccia ad alcune specie di uccelli, così cedendo alle richieste delle associazioni venatorie che dopo avere pubblicato comunicati e trasmesso lettere ai vari organi regionali, erano giunte addirittura ad impugnare al TAR il calendario venatorio, salvo poi ritirare il ricorso a seguito della modifica adottata dalla Regione.

Le associazioni ricorrenti, WWF Italia e Lipu BirdLife Italia spiegano:

L'atteggiamento tenuto dalla Regione Campania testimonia quanto la politica non sia in grado di resistere alle pressioni di certi ambienti, anche se queste si pongono in contrasto con i principi costituzionalmente protetti di tutela della biodiversità e dell'ambiente.

Non possiamo che stigmatizzare il comportamento prepotente arrogante tenuto dalle associazioni venatorie che partendo dall'assunto secondo cui la fauna selvatica, che è patrimonio di tutti, sia un bene di esclusiva proprietà dei cacciatori, hanno dato vita a una campagna di pressione fortissima. Richiamiamo le istituzioni al ruolo che a loro compete che è quello di difendere e tutelare il patrimonio comune e non di utilizzarlo come merce di scambio elettorale.

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