Raffaele Cutolo continua a far parlare di sé anche da morto. Questa volta non per la sua carriera da camorrista, che l'ha portato a passare 57 dei suoi 79 anni in carcere, ma per il "mito" costruito intorno alla sua figura, che lui stesso ha alimentato e di cui è rimasto vittima: in questi giorni tra gli "appassionati" stanno circolando i "santini", ovvero le fotografie che vengono diffuse dopo il decesso con dedica. Sul retro nessun riferimento alla camorra o alla malavita ma una poesia, probabilmente una di quelle che Cutolo scrisse dietro le sbarre.

Le "pagelline", stampate in numero molto ridotto e in occasione del trigesimo, ovvero a un mese dalla morte, erano destinate esclusivamente ai familiari o alle persone più vicine ma sono a quanto pare arrivate anche a chi con Cutolo non aveva nulla a che fare ma che arriva a considerare quel ricordo quasi fosse una reliquia. Erano circolate già nei giorni scorsi, ora sono sbarcate anche sui social. In un video di pochi secondi comparso su TikTok (e condiviso dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli) si vede un uomo che mostra il santino alla telecamera e lascia intendere che ci sia qualcuno che le stia distribuendo. Sulla parte anteriore c'è una fotografia del "professore di Ottaviano", sorridente, mentre sul retro la poesia. "I fratelli nostri – dice l'uomo, in dialetto – le pagelline di Cutolo le portano fino a casa".

Il video di TikTok, però, non ha raccolto molti consensi. Se ci sono anche gli immancabili "nostalgici" e chi inneggia al camorrista ("riposa in pace professore, sei stato un uomo d'onore"), molti degli utenti hanno replicato a quelle immagini sdegnati e ricordando cosa ha rappresentato: "io avrei vergogna di avere una pagellina di questo tipo, la camorra è il cancro della nostra città".