Il sangue di San Gennaro non si è sciolto: è rimasto solido anche dopo il tentativo avvenuto nel pomeriggio, la teca è stata quindi riposta nella Cappella del Tesoro. Delusione tra i fedeli, che si erano radunati nella Cattedrale di Napoli e avevano pregato per tutta la giornata sperando nel prodigio della liquefazione. Stamane, quando l'ampolla era stata prelevata, il sangue non si era sciolto e lo stesso è successo alle 16:30, quando la teca è stata prelevata dalla cassaforte e riportata sull'altare maggiore. L'ultima volta che il miracolo non era avvenuto è stato nel dicembre 2016. L'accaduto viene interpretato dai napoletani come un presagio sfavorevole.

Il cardinale Sepe: "Non importa se il sangue di San Gennaro non si scioglie"

Il cardinale Sepe, arcivescovo uscente di Napoli (in attesa dell'arrivo del nuovo arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia), parlando nel Duomo di Napoli ai fedeli ha spiegato che non è importante che il sangue non si sia sciolto. "Vogliamo fare un atto di vera e profonda devozione al nostro Santo Gennaro, siamo uniti nel suo nome – ha detto – è lui che ci aiuta a vivere, a testimoniare la fede, e anche se il sangue non si scioglie non significa chissà che cosa". "L'importante – ha aggiunto il cardinale Sepe – è che noi ci sentiamo veramente uniti, partecipi di questo evento così particolare che è la nostra devozione al nostro Santo protettore. Continuate a pregare insieme, siamo la famiglia di San Gennaro, caratteristica di devozione, e lui benedirà ciascuno di noi e le nostre famiglie".

Tutto pronto stamane, poi il mancato miracolo

Stamattina c'era grande attesa al Duomo di Napoli per il "miracolo laico" di San Gennaro, uno dei tre appuntamenti annuali con il prodigio del sangue del santo patrono di Napoli. Prese tutte le precauzioni possibili a causa del CoViD-19: niente bacio dell'ampolla, cerimonia presso l'Altare Maggiore della Cattedrale e non nella tradizionale Cappella del Tesoro, pochissimi fedeli ammessi all'interno della cattedrale partenopea, tutti distanziati e con la mascherina. Grande stupore quando, attorno alle 9.45, si è capito che il sangue non si sarebbe sciolto. Tutto rinviato, così, alla "seconda tornata", quella in cui si attendeva la liquefazione del sangue di San Gennaro come segno di buon auspicio vista anche la pandemia di Coronavirus in corso.

Le catastrofi dopo i miracoli mancati

A prescindere dalla credenza religiosa, il mancato scioglimento del sangue del patrono è sempre coinciso con diverse catastrofi. Solo nell'ultimo secolo, infatti, si contano lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale (1939) e l'anno dopo l'ingresso dell'Italia nel conflitto (1940). Nel 1973, a settembre non ci fu miracolo e di lì a poco Napoli fu travolta da un'epidemia di colera. Nel 1980, altro anno senza il miracolo, avvenne il terremoto dell'Irpinia. Nel 2016, proprio a dicembre non vi fu miracolo e pochi mesi dopo si registrò il terremoto di Ischia che causò 2 morti e 42 feriti. Ma le cronache storiche riportano altre catastrofi già nei secoli precedenti, sempre avvenute a breve distanza dal mancato miracolo dello scioglimento del sangue.