Si direbbe la stessa scena, ripetuta uguale, in loop. E invece le immagini che arrivano oggi dal Lungomare di Napoli sono sì uguali a quelle di ieri, ma purtroppo diverse: perché, per il secondo giorno consecutivo, via Caracciolo, via Partenope e via Nazario Sauro straripano di persone, le strade sono piene di gente che passeggia e si gode la giornata di sole, in barba alle norme di distanziamento sociale che, ormai da nove mesi, tutti dovremmo conoscere e soprattutto osservare. La maggior parte delle persone, almeno, indossa la mascherina, anche se non manca chi la porta come servisse a riscaldare il mento, o peggio, il collo, lasciando scoperti naso e bocca: la indossa inutilmente, dunque.

È vero, la Campania, e quindi Napoli, sono state inserite dal Governo nella zona gialla, quella considerata a rischio moderato, quella con le restrizioni minori, nonostante negli ultimi mesi la regione sia seconda soltanto alla Lombardia per numero di contagi, nonostante gli ospedali in affanno e le code di ambulanze in attesa che si liberi un posto per il paziente positivo che hanno accompagnato inutilmente al nosocomio di turno. Scaricare le responsabilità sugli altri, però, non è più accettabile: non possiamo più farlo noi cittadini, nel rispetto non solo di coloro che osservano le regole, ma di tutti quelli che hanno sofferto e stanno soffrendo a causa del Coronavirus; non possono più farlo le istituzioni, che fanno scaricabarile, sport nazionale tra i più apprezzati e diffusi.

Oggi, proprio mentre il Lungomare pullula di persone come se il 2020 non fosse mai esistito, il sindaco Luigi De Magistris ha ancora una volta perso un'occasione preziosa. Su Facebook, il primo cittadino partenopeo ha ribadito di non voler chiudere il Lungomare nel weekend, come invece hanno fatto alcuni suoi omologhi – tra cui il sindaco di Salerno e quello di Pozzuoli. Per il sindaco, il problema, come al solito, non sono i napoletani che escono a godersi la giornata di sole, sacrosanta, per carità, ma che andrebbe affrontata nel rispetto di quelle che sono le regole, cosa che non è avvenuta in questi due giorni; per De Magistris la colpa è di chi non ha mostrato una linea di condotta più dura, di chi non ha preso la decisione di adottare misure più restrittive, magari di chi non ha messo Napoli e la Campania in zona arancione, o addirittura rossa. E in parte avrebbe anche ragione. O meglio, ce l'avrebbe se, ancora una volta, non avesse fatto finta di non vedere, se non si fosse girato dall'altra parte. Il sindaco è anche la massima autorità sanitaria locale di una città, non solo il suo amministratore: potrebbe, anzi dovrebbe, prendere decisioni per salvaguardare il benessere dei suoi concittadini.