Clan Mazzarella, dopo l’arresto di Roberto il cartello si riorganizza in tre ramificazioni

C'è un prima, un durante, ci sarà sicuramente un dopo. Molte domande, una certezza: nel cartello di clan che costituisce la confederazione dei Mazzarella, la successione a Roberto Mazzarella, arrestato dai carabinieri dopo un anno di latitanza, porterà a qualche contraccolpo ma gli ingranaggi sono ben rodati perché l'intero sistema regga. Una pratica burocratica, da gestire con gli inevitabili scossoni, ma un passaggio che il clan aveva previsto e a cui si era sicuramente già preparato.
L'arresto del boss Roberto Mazzarella a Vietri
Il boss, ritenuto il reggente del gruppo criminale, è stato individuato in un resort a Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana. Struttura di lusso, da mille euro a notte, dove si era riunito con la famiglia per trascorrere con loro le festività pasquali. Nella stanza i militari dell'Arma hanno trovato documenti falsi, ventimila euro in contanti, tre orologi di lusso e, soprattutto, dei fogli con appunti: nomi e cifre, che potrebbero rappresentare la contabilità del clan.
Il ritorno in carcere del boss, con una accusa pesante come quella di omicidio aggravato, è sicuramente una tegola per un gruppo criminale che fino a pochi giorni fa poteva contare su un leader che, seppur latitante, era libero sul territorio e, soprattutto, fa parte del nucleo originario del clan, ha sulle spalle il peso (e la "credibilità") che deriva dal suo cognome.
La "camorra di Serie A" dei Mazzarella
Attualmente il cartello dei Mazzarella rappresenta uno dei due principali sistemi di camorra di Napoli e provincia, contrapposto all'Alleanza di Secondigliano e infiltrato in buona parte dei quartieri del centro cittadino, con articolazioni attive anche nell'immediata provincia e Vesuviano. Una presenza che si è radicata in quasi cento anni: il gruppo è nato negli anni '40 con gli Zaza, poi il controllo è passato alla nuova famiglia. Una successione naturale: il patriarca, Francesco Mazzarella, ha sposato Nunzia Zaza (sorella di Salvatore e Michele Zaza "‘o Pazzo") e ha avuto 7 figli, di cui 4 maschi, che diventeranno i boss del clan.
Il core business del cartello è cambiato: non più il contrabbando, ma interessi che spaziano in qualsiasi ambito dell'illecito, dalla contraffazione alle estorsioni, agli stupefacenti, agli appalti. E anche alle nuove tecnologie: truffe telefoniche e informatiche, soldi illeciti riciclati anche con criptovalute. Una "camorra di Serie A", così l'ha più volte definita il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, capace di infiltrarsi in innumerevoli settori e di rigenerarsi efficacemente dopo inchieste e arresti.
Le ramificazioni del clan Mazzarella tra Napoli e provincia
La struttura familiare, però, è rimasta, tant'è che il clan ruota ancora intorno alla famiglia Mazzarella, ma è organizzato con ramificazioni e articolazioni che sono pressoché autonome. Fanno però tutte capo alla stessa "cupola" e, questa la forza del cartello, sono estremamente compatte.
In base alle ultime informative in possesso dell'Antimafia, le ramificazioni principali sono tre, che corrispondono ad altrettante roccaforti sparse sul territorio. A queste tre articolazioni si aggiungono quelle attive negli altri quartieri o nei comuni della provincia: il clan ha influenza anche a San Giovanni a Teducci, a Portici, a San Giorgio a Cremano e a Pomigliano d'Arco.
La prima delle ramificazioni principali è quella attiva nella zona del Connolo, ovvero il rione Sant'Alfonso di Poggioreale, che farebbe capo alle famiglie Barattolo e Galiero. La seconda è quella della "parte bassa" di Forcella (quella "alta" è invece territorio del clan Giuliano), dove il clan sarebbe attivo tramite la famiglia Buonerba. Terza ramificazione, quella di Poggioreale e che farebbe capo alla famiglia Nunziata, alias "i Castagnari".