Il cast di Gomorra ricorda Gaetano Di Vaio: “Ha vissuto con coraggio, ci mancherà”

Fortunato Cerlino, Marco D’Amore e Salvatore Esposito, rispettivamente don Pietro Savastano, Ciro Di Marzio e Genny in Gomorra, ricordano l’attore e regista tragicamente scomparso.
A cura di Nico Falco
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Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito e Marco D'Amore
Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito e Marco D'Amore

Il riscatto personale cominciato come operatore culturale, poi primi passi nel mondo dello spettacolo con la compagnia "I ragazzi del Bronx napoletano" di Peppe Lanzetta, l'associazione culturale "Figli del Bronx", e quindi i libri e i film, coi quali ha raccontato il disagio sociale delle periferie degradate che aveva vissuto sulla propria pelle. Ma il ruolo che ha fatto conoscere Gaetano Di Vaio al grande pubblico è probabilmente quello del "Baroncino", il camorrista del clan Savastano che si occupava dei contatti per la fornitura di droga in Colombia nella serie tv "Gomorra".

L'attore e regista napoletano, originario del quartiere Piscinola, è deceduto il 22 maggio scorso, a seguito delle gravissime ferite riportate in un incidente stradale il 16 maggio a Qualiano (Napoli). Tre suoi compagni di avventura nella fortunatissima serie Sky, prodotta da Cattleya, hanno affidato a Fanpage.it il loro ricordo di Gaetano Di Vaio: Fortunato Cerlino, che ha interpretato don Pietro Savastano, Salvatore Esposito, che era Genny Savastano, e Marco D'Amore, che ha prestato il volto a Ciro Di Marzio "L'Immortale".

Cerlino si sofferma proprio sui trascorsi di Di Vaio, evidenziando il suo percorso di crescita personale che l'aveva portato a staccarsi dal degrado pur mantenendo quel contatto stretto che gli permetteva di raccontarlo con gli occhi di chi l'aveva vissuto:

È stata una perdita enorme, ma non soltanto per Gomorra e non soltanto per noi. Gaetano, e chi l'ha conosciuto sa che è vero, è stato un uomo davvero straordinario. Era l'emblema stesso di quello che abbiamo tentato di fare con quella serie. Perché è un uomo che ha un passato incredibile ed è riuscito a trasformarlo in qualcosa di straordinario. Non senza commozione dico che ci manca e ci mancherà tantissimo. Quindi, grazie, Gaetano Di Vaio.

Salvatore Esposito lo aveva incontrato proprio quando erano in corso i casting di Gomorra: Di Vaio si era proposto per la parte del boss, don Pietro Savastano.

Io e lui siamo tornati in macchina da Roma verso Napoli, lui mi ha accompagnato a casa e abbiamo fatto una bellissima chiacchierata. Con lui ho fatto un film emozionante come "Veleno". Era una persona ricca di energie, ricca di idee, e mi ha addolorato davvero tanto questa notizia.

Anche Marco D'Amore torna sulla evoluzione di Di Vaio, che definisce "incredibile":

Sapere che un essere umano che ha tanto lottato nella vita, anche per riabilitare se stesso, e quindi per combattere contro i propri demoni, nel momento in cui la vita stava sorridendogli e quindi stava ricominciando, che non abbia potuto e quindi non potrà godere del lavoro che ha fatto su se stesso, sulla sua vita, operando un cambiamento incredibile, mi dà una grande tristezza. Però dall'altra parte dico anche che Gaetano ha vissuto la sua vita, l'ha vissuta con grande coraggio, con grande spregiudicatezza ed è stato un esempio per chi gli è stato intorno e lui vivrà lasciando una eredità importante. E quindi credo moltissimo che l'esempio vivo resti e non faccia morire le persone.

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