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Il calvario di una donna per curarsi il tumore al seno: “Ora servono 4 prenotazioni invece di una all’Asl”

La denuncia dei medici dell’Anaao Assomed: “Dall’Asl scelta anti-economica. Il percorso unico è stato spezzettato in quattro, più prenotazioni e più spostamenti per le pazienti oncologiche”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine di repertorio
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"La riorganizzazione del percorso di screening senologico al Distretto 24 dell'Asl Napoli 1? È anti-economica. Un modello di prevenzione e diagnosi precoce che finora era efficiente e garantiva una presa in carico completa, ora è diventato meno efficace. Il motivo? Il divieto dell’esecuzione della risonanza magnetica e degli agoaspirati nel Distretto 24. Ne deriva un passaggio da un percorso “unico” e razionale a un iter più lungo e complesso. Moltiplicati prenotazioni, accessi e spostamenti e utilizzati in modo meno efficiente strutture e personale, con un aggravio di sofferenza per le pazienti".

A denunciarlo è Gaspare Leonardi, segretario aziendale del sindacato Anaao Assomed Campania, che spiega cosa sta succedendo la riorganizzazione, "dopo gli esami di base al Distretto 24, la paziente deve effettuare una seconda prenotazione e recarsi al Distretto 31 per rivalutazione clinica, una terza prenotazione presso l’Ospedale del Mare per la risonanza magnetica e una quarta prenotazione con nuovo accesso al Distretto 31 per l’agoaspirato. Ogni passaggio superfluo rischia di trasformarsi in attese più lunghe e in un carico psicologico maggiore per le donne, in una fase già delicata".

Anaao Assomed Campania: "Caos per screening e diagnosi"

Secondo il sindacato dei medici, "al dolore della malattia si aggiunge il dolore burocratico. Mortificata anche la professionalità dei dirigenti medici e sanitari. Si ripristini un modello unico e completo. È una situazione ai limiti del grottesco quella che si è venuta a creare per le pazienti dell’ASL Napoli 1 Centro, sulla quale si sottolinea l'esigenza di un immediato intervento". Il sindacato ha chiesto un incontro con la direzione generale dell'Azienda sanitaria.

"Tutto nasce – spiega – da una presunta riorganizzazione del percorso di screening senologico nel Distretto 24, che invece di semplificare e rendere più tempestiva la presa in carico frammenta gli accessi e moltiplica le prenotazioni, con ricadute dirette su tempi, costi e qualità dell’assistenza. Fino a tempi recenti, il Distretto 24 rappresentava un modello efficiente di presa in carico completa, grazie a personale dedicato e a volumi di attività significativi: 4 medici e 3 tecnici dedicati; circa 12.000 mammografie, 10.000 ecografie mammarie, 1.200 risonanze magnetiche e 150 biopsie l’anno (dati 2024 novembre 2025). Nonostante l’attività fosse consolidata e funzionante, è stato deciso di vietare nel Distretto 24 l’esecuzione della risonanza magnetica e degli agoaspirati".

"Carico psicologico maggiore per le donne ammalate"

"Una riorganizzazione che appare antieconomica – conclude Leonardi – moltiplica prenotazioni, accessi e spostamenti e utilizza in modo meno efficiente strutture e personale. Insomma, un arretramento, non un miglioramento. Almeno tre le criticità denunciate dall’Anaao Assomed Campania: aumento dei costi indiretti per il sistema (duplicazione di passaggi e rivalutazioni), aggravio di sofferenza per le pazienti (percorso più difficile da comprendere e gestire) e perdita di continuità assistenziale, con riduzione dell’efficacia complessiva dello screening".

Di qui l’appello perché si intervenga ad horas: "Chiediamo un ripensamento immediato: va ripristinato un modello di presa in carico integrata, che consenta quando necessario di completare l’iter diagnostico nello stesso distretto, riducendo tempi, accessi e disagi. La prevenzione non può diventare un percorso a ostacoli; serve una scelta organizzativa centrata su appropriatezza clinica, efficienza e tutela dell’utente".

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