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Presidenza Fico in Regione Campania

Il bilancio regionale approda in Consiglio. Poche modifiche al testo e un po’ di malumori tra i consiglieri

Domani approda in Consiglio regionale la prima manovra finanziaria della legislatura di Roberto Fico. Poche modifiche al testo iniziale. Obiettivo: uscire dall’esercizio provvisorio.
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Gennaro Oliviero, Roberto Fico, Bruna Fiola, Corrado Matera
Gennaro Oliviero, Roberto Fico, Bruna Fiola, Corrado Matera
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Il faldone del bilancio regionale  di previsione, il primo della legislatura guidata da Roberto Fico arriva domani, giovedì 26, in Aula. In programma sette ore di discussione per licenziare l'atto che dovrebbe chiudere la fase dell'esercizio provvisorio e consentire alla Regione Campania di procedere amministrativamente senza più questo «freno a mano tirato». Un po' di malumori ci sono fra i consiglieri, soprattutto di una parte della maggioranza di centrosinistra. Come mai? Lamentano la blindatura della manovra economica cui sono stati concesse poche modifiche nel vaglio della commissione Bilancio presieduta da Corrado Matera (Pd) e durante la quale lo stesso Fico ha monitorato l'andamento dei lavori.  La ratio del capo dell'esecutivo era chiudere questa partita il prima possibile ma anche cambiare passo rispetto al decennio di Vincenzo De Luca, durante il quale gli emendamenti erano diventati una pioggerella di risorse economiche su eventi e iniziative di vario, tipo, senza un vero criterio alla base.  A luglio però ci sarà una finestra durante la quale i consiglieri potranno presentare iniziative e proposte finanziabili col voto in Aula. Alcuni consiglieri hanno detto chiaramente a Fico che non hanno gradito quest'andamento:è il caso di Gennaro Oliviero, ex presidente del Consiglio regionale, ora nei banchi coi deluchiani di "A testa alta".

Dunque quali sono le modifiche a testo finale licenziato dalla Commissione? Rispetto al disegno di legge iniziale, il testo è stato ampliato passando da 26 a 31 articoli complessivi. Dal punto di vista amministrativo recepiti gli emendamenti di Luca Cascone, (A testa alta) presidente della commissione Urbanistica: più tempo ai Comuni per approvare i Puc, Piani Urbanistici Comunali, spostando la scadenza al 31 dicembre 2026 e al 30 giugno 2027 e
viene spostato al 31 dicembre 2026 il termine ultimo per i Comuni per definire le vecchie pratiche di sanatoria edilizia ancora pendenti. Bocciato in commissione l'emendamento del centrodestra che chiedeva di "riaprire" i termini per presentare nuove domande di condono. Un tema cui teneva molto Ciro Buonajuto (Italia Viva-Casa Riformista): prorogare fino al 30 novembre 2026 la validità delle graduatorie del concorso per i dirigenti della Giunta regionale, al fine di poter assumere il personale senza dover bandire nuovi concorsi.

All'articolo sui rifinanziamenti delle leggi regionali è stato aggiunto il comma richiesto dal presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi, Pd: sarà dunque autorizzato per il triennio 2026-2028 il finanziamento a carico del Consiglio Regionale di tutti gli "Organismi costituiti presso il Consiglio" (l'elenco che include i vari Garanti, gli osservatori e l'associazione ex Consiglieri Regionali).

C'è un corposo pacchetto welfare voluto da Bruna Fiola (Pd) presidente della commissione Politiche Sociali. Ce n'è uno sull'affido familiare che chiarisce la disciplina per evitare sovrapposizioni con la normativa statale e uno che approva l'estensione dei contributi regionali per l'acquisto di parrucche anche alle donne affette da alopecia androgenetica. «Ho deciso di ritirare l'emendamento relativo alla normativa sul Piano dei beni confiscati alla camorra, adottato dalla Fondazione Polis, accogliendo l'indicazione del Presidente Roberto Fico – dice Fiola -. La rivisitazione dell'intero assetto normativo sarà affrontata in modo organico e complessivo e seguirà il normale iter legislativo».

Leggendo il testo finale, emerge chiaramente che la "guerra" del centrodestra su cultura e sanità annunciata dal capogruppo Fdi Gennaro Sangiuliano è stata respinta. I fondi per il Cinema rimangono intatti a 6 milioni di euro all'Articolo 13 (bocciato il dimezzamento chiesto da FdI), non c'è traccia del taglio al Giffoni Film Festival, e il contributo al Teatro Sannazaro resta fissato a 1 milione di euro all'Articolo 12 (bocciata la richiesta di raddoppiarlo togliendo soldi al Teatro "Verdi" di Salerno). Parimenti, non sono stati inseriti gli emendamenti di Forza Italia per iniettare milioni di euro nelle cliniche private o per bonificare la discarica Scafatella.

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