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“Ho conosciuto due ragazze e ho schiattato la testa a uno”, nelle intercettazioni la violenza dei Panzarottari di Afragola

Dall’ordinanza contro il gruppo dei “Panzaruttari”, articolazione del clan Moccia di Afragola (Napoli), emerge anche il pestaggio immotivato a un giovane che, per paura, aveva riferito in ospedale di avere avuto un incidente stradale.
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A cura di Nico Falco
Immagine di repertorio
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"Tengo due ragazze sotto al parco, le ho acchiappate ieri… e gli ho schiattato la testa a uno sotto al parco"; a parlare è Alex Pollaro, tra i 26 arrestati nel blitz dei carabinieri contro i "Panzaruttari" di Afragola (Napoli), articolazione del clan Moccia. E nei dialoghi intercettati, agli atti nell'ordinanza, la violenza è normalizzata, tanto che sembra naturale passare dal parlare di due ragazze appena conosciute a un pestaggio di un ragazzo che "ci guardava storto e lo sfondammo di mazzate".

Il dialogo risale al 28 gennaio 2024. Pollaro, oggi 27 anni, racconta ad un altro giovane che, insieme ad un ragazzo minorenne all'epoca dei fatti, ha picchiato un giovane nel Parco Sant'Antonio di Afragola perché questi li aveva "guardati storto".

"Tengo a due ragazze sotto al parco che le ho acchiappate ieri – gli dice, intercettato – ti sto abbuffando di messaggi… ieri… un paio di ragazze di Secondigliano… le ho acchiappate fresche fresche". Un attimo dopo, continuando la frase, aggiunge: "E gli ho schiattato la testa ad uno sotto il parco". "Ma l'hai proprio sfondato, Alex?", gli chiede l'interlocutore. E lui: "Uah, con la testa sul piantone della macchina… le scarpe piene, un bordello".

Per gli inquirenti la vittima del pestaggio è un giovane che, nella notte tra il 27 e il 28 gennaio 2024, è arrivato al Pronto Soccorso della clinica Villa dei Fiori di Acerra con ferite alla testa e una emorragia all'occhio; nella circostanza il ragazzo aveva raccontato di essere rimasto ferito in un incidente stradale ma, pochi giorni dopo, sentito a sommarie informazioni, aveva spiegato di essere stato picchiato senza motivo da tre ragazzi nel Parco Sant'Antonio e di non averlo detto subito perché aveva paura.

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