Prima il corteo lungo le vie della città, poi il caos una volta arrivati nei pressi dei Santa Lucia, sede della Regione Campania. Si è trasformata in una guerriglia urbana la protesta che era stata inscenata in serata contro il coprifuoco, imposto dalla Regione come misura per contrastare l'aumento di contagi da Covid-19. I giornalisti sono stati cacciati dal lungomare mentre i carabinieri che erano in presidio nei pressi della sede regionale sono stati aggrediti con lancio di petardi e di transenne; un militare, accerchiato, è stato picchiato in gruppo: secondo le prime informazioni sarebbe stato ferito gravemente. A causare i tafferugli alcuni manifestanti incappucciati che si sono inseriti tra quelli pacifici.

La folla si è dispersa soltanto intorno alle 00:30. Sono rimaste ancora, alle 00:45, circa 200 persone davanti all'ingresso della Regione Campania, controllate a distanza dalle forze dell'ordine. Tra via Santa Lucia e via Orsini sono stati rovesciati cassonetti e incendiati rifiuti; i Vigili del Fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme, sono stati respinti da alcuni manifestanti.

I manifestanti si erano organizzati col passaparola durante la giornata, sui social, su Whatsapp e col passaparola, dandosi appuntamento per le 22 in strada, con l'intenzione di marciare a piedi fino a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione. Le manifestazioni in programma contro il coprifuoco erano due: una era un presidio in largo San Giovanni Maggiore, davanti all'università L'Orientale, tra cui anche delle famiglie con bambini al seguito, l'altro era il corteo che invece si è mosso attraverso la città ed è arrivato a Santa Lucia. Erano per la quasi totalità giovani, molti dei quali indossavano le mascherine anche se, dalle immagini diffuse anche dagli stessi manifestanti, si vede chiaramente che non c'era nessun rispetto delle distanze interpersonali. Circa mezz'ora dopo è arrivato in zona Santa Lucia un secondo corteo, composto da migliaia di persone.

Guerriglia a Santa Lucia

Poco dopo le 23 In zona Santa Lucia, sotto la sede della Regione Campania, è scattata la guerriglia: le forze dell'ordine, presenti per presidiare il corteo, sono state caricate da alcuni manifestanti, mescolati a quelli pacifici, con lancio di petardi e di transenne. Una ipotesi che era stata già ventilata nelle scorse ore: da informative interne era risultato l'alta probabilità che frange di facinorosi approfittassero della manifestazione per provocare le forze dell'ordine alla ricerca dello scontro. I carabinieri hanno usato i fumogeni per allontanare i manifestanti. Nei video ripresi dai palazzi si vedono chiaramente i manifestanti che assaltano una camionetta dei carabinieri a Santa Lucia, scagliando pietre contro i finestrini mentre i militari sono ancora all'interno e, in altri casi, lanciando le transenne e altri oggetti raccolti da terra.

In un altro video, ripreso in via Generale Orsini, si vedono sei o sette manifestanti che si accaniscono con pietre e bastoni su una volante della Polizia di Stato; gli agenti riescono ad allontanarsi prima che i vetri vadano in frantumi. Alcune delle volanti della Polizia Municipale sono state vandalizzate, in un altro video si vede uno dei manifestanti che sale in piedi sull'automobile circondata dagli altri. "Questa sera – ha detto il questore di Napoli, Alessandro Giuliano – abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza".

Giornalisti aggrediti e cacciati sul Lungomare

I manifestanti hanno percorso anche il Lungomare di Napoli, che si era svuotato dalle 21 proprio in vista del coprifuoco, in vigore dalle 23 fino alle 5 del giorno successivo. I giornalisti presenti, sul posto per documentare la protesta, sono stati strattonati, insultati e hanno dovuto allontanarsi rapidamente dalla zona. I componenti di una troupe televisiva nazionale sono stati picchiati nella zona di Santa Lucia.

I sindacati di polizia: "Indignati, solidarietà agli agenti aggrediti"

"Esprimiamo tutta la nostra indignazione verso chi si è reso responsabile di atti di inaudita e gratuita violenza contro le nostre forze dell’ordine e ribadiamo tutta la nostra vicinanza agli agenti impiegati in prima linea per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica". Lo ha dichiarato Luigi Di Michele, Segretario del MOSAP di Napoli in qualità di portavoce di tutta la Segreteria partenopea. Anche Guido Esposito, Segretario Regionale del Mosap, ha ricordato "gli sforzi dei nostri poliziotti per far rispettare le misure di contenimento e tutti i sacrifici dei cittadini, che sono stati vanificati in poche ore dove è saltata ogni forma di distanziamento sociale, con effetti e danni che ancora non sono quantificabili".

Solidarietà anche da da Antonio Casciello, Segretario Regionale Aggiunto del Mosap e Referente per i Reparti Mobili, che ha spiegato: "Siamo passati negli ultimi anni da essere i rappresentanti dello Stato a “carne da macello”. Non vogliamo entrare nel merito della gestione dell’Ordine Pubblico, lasciamo agli esperti una valutazione analitica dei fatti e lasciamo che la magistratura faccia il suo corso, auspicando condanne esemplari per chi aggredisce i poliziotti e che in nome di principi costituzionali compie atti di violenza, calpestando la stessa Costituzione".