Greta Astarita morta col bimbo dopo parto d’urgenza, famiglia chiede silenzio stampa. Indagine per omicidio colposo

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A cura di Nico Falco
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Greta Astarita, la 33enne deceduta a Castellammare
La 33enne originaria di Piano di Sorrento (Napoli) è deceduta sabato scorso a Castellammare; il giorno prima era andata in ospedale per dolori ed era stata dimessa.

I familiari di Greta Astarita, la 33enne di Piano di Sorrento (Napoli) deceduta insieme al bambino che portava in grembo dopo un parto d'urgenza nell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, hanno chiesto il silenzio stampa con una nota inviata dal loro avvocato, Ivan Giannino, nella quale "intendono comunicare la propria volontà di non rilasciare alcuna dichiarazione, intervista o commento agli organi di informazione".

La giovane, al settimo mese di gravidanza e già madre di una bambina, era arrivata al Pronto Soccorso venerdì sera, 9 ottobre, perché accusava forti dolori all'inguine; era stata sottoposta ad accertamenti e dimessa. Tornata a casa, però, le sue condizioni erano rapidamente peggiorate fino alla perdita di conoscenza; era stata riportata al San Leonardo, dove i medici avevano disposto un parto d'urgenza per salvare il bambino. Il piccolo è morto poco dopo la nascita. Greta Astarita, ricoverata in Rianimazione, è deceduta nel pomeriggio di Sabato. I familiari hanno sporto denuncia presso il commissariato di Castellammare di Stabia; le salme e la documentazione sanitaria sono state sequestrate, la Procura di Torre Annunziata indaga per duplice omicidio colposo.

Per i familiari "il rischio di un processo mediatico parallelo, alimentato da indiscrezioni o ricostruzioni parziali, non farebbe che amplificare il dramma che i parenti si trovano già ad affrontare"; quindi, "ritenendo che la verità e la giustizia debbano essere accertate esclusivamente nelle sedi istituzionali preposte", chiedono  "l'immediato rispetto del silenzio stampa" e di "evitare qualunque forma di speculazione, assembramento nei pressi delle abitazioni private o insistenza mediatica", perché "in questo momento di immenso e inaccettabile dolore la priorità assoluta della famiglia è il rispetto della memoria dei propri cari e la tutela della propria riservatezza".

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