Francesca Tucci morta dopo l’operazione, l’avvocato della famiglia: “Consulenza non dà risposte”
La consulenza depositata dai consulenti della Procura di Napoli sulla morte di Antonia Francesca Tucci "non è un accertamento tecnico. È una conclusione in cerca di argomenti". A diro è Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia della 24enne di Afragola (Napoli), deceduta dopo un intervento chirurgico programmato eseguito in regime di intramoenia nell'ospedale Cardarelli di Napoli,
Per il decesso della ragazza, avvenuto il 3 luglio scorso nella Terapia Intensiva dell'ospedale collinare, sono indagati tre medici, tra cui Felice Pirozzi, direttore di Chirurgia Generale. Ieri Gabriele Di Criscio, avvocato del chirurgo, aveva sottolineato che la perizia "esclude profili di responsabilità" a carico del personale sanitario che aveva avuto in cura la paziente.
Petruzzi, annunciando il deposito di una istanza all'ufficio inquirente per chiedere un nuovo accertamento tecnico, affidato a un collegio diverso, sostiene che la consulenza non avrebbe risposto alle domande precise poste dal pubblico ministero, ovvero: "Perché Francesca è stata operata. Se i segni della complicanza siano stati riconosciuti in tempo. Se la sua morte potesse essere evitata".
"A queste domande – continua Petruzzi – la consulenza non risponde. Ad alcune dedica una sola riga, altre le liquida con un rinvio, una la lascia semplicemente in bianco. Al loro posto ci sono affermazioni che nessuna pagina della relazione dimostra". Inoltre, secondo il legale della famiglia Tucci, "la relazione dice una cosa e, poche pagine dopo, il suo contrario. Su punti decisivi legge i documenti sanitari in un senso che quei documenti non consentono. Le incongruenze sono numerose e alcune sono difficilmente spiegabili. Una consulenza che si contraddice da sola non può essere la base su cui si decide se la morte di una ragazza di 24 anni meriti un processo".