Giudici corrotti a Salerno: tra le tangenti da migliaia di euro anche la festa gratis nell’hotel di lusso in Costiera

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A cura di Nico Falco
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Nell’invito a dedurre della Corte dei Conti ricostruiti gli episodi corruttivi che coinvolgono giudizi e funzionari; il danno erariale stimato in 13 milioni di euro.

I soldi, rigorosamente in contanti, venivano chiamati "mozzarelle" e "formaggio", e gli indagati si vantavano di avere annullato i tributi in camera di consiglio "in pochi secondi". Ma oltre al denaro le sentenze potevano essere aggiustate anche con altri benefit. Come una festa di compleanno con tanto di regali a parte, organizzata, ovviamente gratuitamente, nella struttura gestita da uno degli imprenditori interessati a questo tipo di "servizi". I particolari emergono dall'invito a dedurre emesso dalla Corte dei Conti nei confronti di cinque soggetti, tra ex giudici tributari ed ex funzionari: Fernando Spanò, Giuseppe De Camillis, Teodoro Tascone, Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino. 

Le indagini contabili sono state condotte dai vice procuratori Gianluca Bragò e Davide Vitale (procuratore Giacinto Dammicco); il danno erariale contestato è di 13.7 milioni di euro, che comprendono i tributi annullati per effetto della corruzione e quindi non incassati. Nelle scorse ore è scattato il sequestro di beni nei confronti di due dei soggetti coinvolti; gli inviti a dedurre sono stati notificati ieri, 6 novembre. La vicenda era emersa nel 2019, a seguito di indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno coordinate dalla Procura; erano emersi molteplici episodi corruttivi ad opera di alcuni funzionari e giudici della commissione regionale tributaria della Campania (sezione distaccata di Salerno), accusati di avere pilotato, in cambio di soldi e benefit, diverse sentenze relative a procedure per contenziosi fiscali che in primo grado si erano risolte a favore dell'Erario.

L'ordinanza del gip di Salerno si era incentrata su dieci episodi corruttivi, che coinvolgevano noti imprenditori della zona. La Guardia di Finanza, si legge nell'invito a dedurre della Corte dei Conti, ha poi acquisito la sentenza relativa a quel procedimento, datata 2021, oltre alle dichiarazioni rese dagli imputati, "poiché dette propalazioni sono state indicate nelle sentenze definitorie dei singoli giudizi come pienamente confessorie", e in particolare quelle rese da Naimoli, Sammartino, Spanò e De Camillis. Gli indagati, riporta ancora il provvedimento, in sede di interrogatorio "confessano l'esistenza di un sistema ben collaudato di faccendieri e facilitatori inseriti nelle maglie amministrative e giudiziarie della Commissione tributaria regionale di Salerno, oltre al coinvolgimento di Giudici e Presidente di sezione".

I dieci episodi individuati dalla Polizia Giudiziaria e contestati inizialmente, nell'ambito dell'inchiesta Ground Zero, riguardano contenziosi che vanno dai circa 42mila agli oltre 900mila euro (il valore è stabilito tenendo conto della somma delle imposte, di sanzioni e di interessi, risultanti dagli atti impositivi o rideterminati a seguito di annullamento in autotutela parziale).

Nell'ambito dell'inchiesta Ground Zero 2, invece, sono state acquisite le sentenze che riguardano episodi precedenti rispetto alla prima tornata di arresti. Si tratta di altri undici casi, tra cui c'è quello che coinvolge l'imprenditore Salvatore Criscuolo, Naimoli e Spanò e che riguarda due sentenze, emesse tra il 2016 e il 2017, per un valore totale delle controversie per circa 34mila euro. L'imprenditore, spinto dal suo commercialista, Savo, ha consegnato somme di denaro al giudice Spanò attraverso Naimoli, che ha avuto il ruolo di intermediario. Da quella vicenda, riporta la Corte dei Conti, emerge anche l'interessamento di Naimoli e di Savo a far ottenere a Spanò, tramite Criscuolo, anche dei regali: due tavoli di pietra lavica e il luogo dove festeggiare gratuitamente il compleanno per i suoi 70 anni, ovvero la struttura alberghiera Conca Azzurra, situata in Costiera Amalfitana, gestita dall'imprenditore.

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