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Giancarlo Siani, all’Università Vanvitelli inaugurata l’aula dedicata al giornalista ucciso dalla camorra

Al Dipartimento di Giurisprudenza dell’ateneo, a Santa Maria Capua Vetere, è stata dedicata un’aula al giornalista ucciso nel 1985. All’intitolazione era presente il fratello di Giancarlo, Paolo Siani.
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A cura di Valerio Papadia
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Emozione ieri, giovedì 16 novembre, all'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli": è stata dedicata un'aula per studenti del Dipartimento di Giurisprudenza a Santa Maria Capua Vetere, a Giancarlo Siani, giornalista ucciso a Napoli dalla camorra il 23 settembre del 1985, a soli 26 anni. L’aula studio, nella quale è presente una bellissima gigantografia del giornalista cui è dedicata, costituirà uno spazio di incontro e condivisione per gli studenti di Palazzo Melzi, sede del dipartimento di Giurisprudenza di Unicampania a Santa Maria.

«Abbiamo riflettuto sull'opportunità di intitolare l'aula a un personaggio che fosse un simbolo, fosse espressione del coraggio, della lotta per la verità e la legalità. Il riferimento è venuto spontaneo a Giancarlo Siani» ha dichiarato Raffaele Picaro, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Vanvitelli:

L'università non è soltanto un luogo in cui si formano gli studenti da un punto di vista accademico, scientifico e professionale, ma anche un luogo si sviluppa e si contribuisce a sviluppare la personalità di ogni studente nella prospettiva di fare in modo che diventi un cittadino migliore

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Alla cerimonia di intitolazione dell'aula al giornalista era presente anche il fratello, Paolo Siani:

È il miracolo di Giancarlo che, 38 anni e mezzo fa, mentre mi disperavo quella sera, mai avrei immaginato che questo accadesse. Non potevo immaginare che un ragazzo così giovane, neanche ancora giornalista, trucidato in quel modo, venisse così fortemente ricordato tanti anni dopo. Questa è la grande rivincita di Giancarlo.

È attraverso iniziative come questa che lui continua a parlare alla mente e al cuore di tanti ragazzi. E questo chi l'ha ucciso non poteva immaginarlo, pensava di averlo tolto di mezzo. Lui c'è ancora e parla.

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