La Polizia di Stato ha eseguito, dall'alba di oggi, 20 gennaio, una misura cautelare a carico dell'imprenditore di Capaccio Paestum (Salerno) Roberto Squecco e di altre 10 persone, al termine di una indagine sulle infiltrazioni criminali nei settori delle onoranze funebri e nel trasporto infermi. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di di intestazione fittizia di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, auto-riciclaggio, peculato, abuso d'ufficio e falso, turbata libertà degli incanti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

L'indagine è nata dal carosello di ambulanze che ci fu a Capaccio Paestum per festeggiare l'elezione del sindaco Franco Alfieri (che non è coinvolto) del 9 giugno 2019. Gli investigatori hanno identificato un imprenditore del Salernitano come gestore di fatto di tutte le associazioni che operavano nel settore del trasporto infermi e delle società di onoranze funebri collegate e che erano intestate formalmente a suoi parenti e collaboratori. Squecco, che ha precedenti penali di rilievo (è stato condannato in via definitiva per tentata estorsione a un imprenditore del settore pompe funebri, reato commesso per agevolare il clan Marandino), seppur formalmente ai margini delle società, in realtà ne tesseva le fila e nonostante i precedenti intratteneva rapporti continui con enti, clienti e amministrazioni pubbliche. I primi sequestri preventivi erano arrivati nell'ottobre 2019, a carico dell'imprenditore e di altre persone considerate suoi prestanome.

L'operazione di oggi è condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Salerno, diretta da Maurizio Castello, col coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, su delega della Procura Distrettuale di Salerno. Nello stesso tempo gli agenti della Divisione Anticrimine della Questura, coordinati dal Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, hanno fatto partire l'esecuzione di un provvedimento di sequestro di prevenzione, emesso ai sensi della normativa antimafia su proposta congiunta del Procuratore e del Questore di Salerno; sotto chiave, per un valore complessivo di 16 milioni di euro, beni di associazioni di soccorso pubblico, altri assetti societari, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari e 12 terreni a Capaccio Paestum; sequestrato anche un terreno in Romania.

"L'indagine è la plastica rappresentazione dell'efficacia del metodo innovativo adottato dalla Direzione Centrale Anticrimine – ha spiegato il direttore centrale, il prefetto Francesco Messina – una sorta di doppio binario di intervento che, oltre ad incidere attraverso l’esecuzione di 11 arresti frutto di investigazione su una serie infinita di reati quali trasferimento fraudolento di valori, peculato, riciclaggio, turbata libertà degli incanti, interruzione di pubblico servizio, emissione di fatture per operazioni inesistenti, abuso d’ufficio e altro, completa e ottimizza l’azione di contrasto con l’ulteriore contemporanea esecuzione di un sequestro di beni frutto di una proposta di misura patrimoniale firmata congiuntamente dal Procuratore e dal Questore di Salerno per un ammontare complessivo di ben 16 milioni di euro, che consentito di sequestrare una società italiana, due associazioni di soccorso, 26 automezzi, 7 conti correnti bancari, 12 terreni in Capaccio Paestum. Oggetto del provvedimento anche un terreno in Romania sequestrato grazie alla attivazione per la prima volta nel nostro Paese della procedura introdotta dal nuovo regolamento UE 1805 del 2018, entrato in vigore nello scorso dicembre, che consente di riconoscere l’efficacia del sequestro direttamente in territorio estero, in base al principio di riconoscimento reciproco dei provvedimenti giudiziari”.

Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, si è complimentato per l'operazione e ha ringraziato "il procuratore di Salerno Giuseppe Borrelli, il questore Maurizio Ficarra, la Squadra Mobile di Salerno, lo Sco diretto da Fausto Lamparelli e lo Sca diretto da Giuseppe Linares". "Una operazione – ha detto Morra – che mette in luce la cronicità dell'attività criminale che lucrava anche sul trasporto degli infermi. Più volte ho ripetuto che le mafie non hanno nessun onore, e questo tipo di operazioni mostra il volto più brutale delle stesse attività criminali".